UNA POPSTAR CHE BALLÒ UNA SOLA ESTATE, UN FIGLIO IN FUGA. DALLA SIC VENEZIANA ALLE SALE: ECCO L’ESORDIO DI LAMARTIRE

L’angolo di Michele Anselmi

Il titolo del film, “Saremo giovani e bellissimi”, è preso da un verso della canzoncina che nei primi anni Novanta la promettente popstar Isabella portò al successo, facendone un tormentone estivo. Cinque lustri dopo “Tic Tac” è solo un ricordo vago, qualcosa che assomiglia a “Fiumi di parole” dei Jalisse. E tuttavia Isabella, provando a fermare il tempo, la ripropone in un locale di Ferrara nel quale si esibisce tre volte a settimana insieme al figlio chitarrista Bruno, ormai ventenne e piuttosto annoiato.
Naturalmente il pubblico giovane latita, quella nenia pop sa di un secolo fa, sicché il gestore, che pure vuole bene ai due, propone di scendere a un solo show settimanale: a quel punto Isabella dà di matto e per il figlio, più responsabile della mamma sciroccata e impegnato a comporre musiche sue, arriva l’ora di scegliere. Anche perché, nel frattempo, ha conosciuto Arianna, una coetanea che compone grintose canzoni rock e gli ha offerto di entrare a far parte della band.
Presentato in anteprima alla veneziana Settimana della critica, “Saremo giovani e bellissimi” esce giovedì 20 settembre nelle sale: produce e distribuisce il Centro sperimentale di cinematografia insieme a Raicinema. L’ha scritto e diretto Letizia Lamartire, al suo debutto nel lungometraggio, partendo da un soggetto di Marco Borromei, e in buona misura lo spirito e il senso del film è racchiuso in una frase, apparentemente sgrammaticata, che torna varie volte, sia come verso di canzone e sia come biglietto d’addio: “Ci troveremo vent’anni fa”.
Negli Stati Uniti sarebbe stata un’attrice come Michelle Pfeiffer (Meryl Streep l’ha già fatto) a interpretare un ruolo del genere: l’ex bella ancora abbastanza bella e molto alcolica che si porta a letto i giovanotti dopo i concerti, salvo liquidarli frettolosamente la mattina dopo, credendo ancora di essere una celebrità, mentre si ammucchiano le bollette non pagate e i sogni di riscossa. Da noi è Barbora Bobulova, capelli biondi e rossetto accesso, sempre a un passo dall’esplodere in scenate imbarazzanti, in rotta con la madre che non vede da anni e un po’ morbosamente legata a quel figlio chitarrista/complice trattato quasi da fratello minore.
“Saremo giovani e bellissimi” sviluppa in sincrono due storie d’amore, quella di Bruno per l’incazzosa Arianna e quella di Isabella per un malinconico divorziato, sullo sfondo di un’Emilia invernale, nebbiosa, tutta alberi scheletriti e asfalti traslucidi. Ogni tanto c’è una scena madre, a forte tasso isterico, ma fa parte del gioco, visto il tema.
Di Bobulova, brava a cantare e anche nel districarsi con battute scritte così così, s’è detto; gli altri del quartetto sono Alessandro Piavani (il figlio), Federica Sabatini (Arianna) e Massimiliano Gallo (il pretendente). Il film, un po’ prevedibile nelle strettoie psicologiche, trapunto di canzoni e languori, approda a un mezzo lieto fine, il che non guasta coi tempi che corrono.

Michele Anselmi

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