Michelangelo infinito. Ritratto essenziale di un genio complesso

Dopo Michelangelo Merisi in Caravaggio – L’anima e il sangue e Raffaello Sanzio in Raffaello – Il principe delle arti, una nuova produzione Sky assieme a Magnitudo Film ripropone un viaggio artistico sul grande schermo raccontando, questa volta, una figura massima non solo dell’arte rinascimentale, ma dell’intera storia dell’arte: Michelangelo Buonarroti, scultore, pittore, architetto e poeta fiorentino dal carattere schivo, inquieto e passionale che passò tutta la sua lunga vita a dedicarsi a quel grande e unico amore che fu l’arte. Come ci racconta lo stesso protagonista (interpretato da Enrico Lo Verso) iniziò fin da giovane a lavorare in bottega, fino a quando non fu notato dalla famiglia de’ Medici per poi firmare a soli 24 anni la sua prima opera “immortale”: La Pietà. Da qui si susseguirono una serie di successi artistici tra cui, forse, l’impresa più titanica che possa mai capitare ad un artista, ovvero occuparsi dell’intera volta della Cappella Sistina e del Giudizio universale, con le sue sole mani, senza che nessuno lo aiutasse.
Se Michelangelo racconta della sua vita attraverso il proprio punto di vista da artista, il tutto viene contestualizzato nello spazio storico-artistico da Giorgio Vasari (Ivano Marescotti), autore della raccolta biografica Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architetti italiani nonché, a detta dello scrittore e pittore, uno degli amici più intimi di Michelangelo. Tra interpretazioni eccellenti e una sceneggiatura solida, ci si trova davanti ad un prodotto esaustivo e di facile fruibilità per chi vuole iniziare un primo approccio alla storia dell’arte. La docu-fiction non si sofferma solamente sugli aspetti più noti dell’artista, ma tratta anche i lavori non compiuti come La battaglia di Cascina, della paura dei giorni in cui si nascose nei sotterranei della Basilica di San Lorenzo, l’omosessualità e gli attriti con la Chiesa e con la figura di Papa Giulio II. Interessante è anche la scelta del luogo dove l’artista racconta della sua vita, ovvero le Cave di Marmo di Carrara, luogo da lui tanto amato perché lì “ci si sporca le mani”: è questo un altro tratto che differenzia Michelangelo dai colleghi precedenti al suo tempo, Michelangelo non era semplicemente un artista, era soprattutto un artigiano alla ricerca della vita “infinita”, così come lo sono le sue opere. Dal 27 settembre in sala.

Sarah Shaqiri

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