ADDIO A SCOTT WILSON, MOLTO PIÙ DI “UN BRAVO CARATTERISTA”. ZANUSSI GLI DIEDE IL LEONE D’ORO, “THE WALKING DEAD” LO RILANCIÒ

L’angolo di Michele Anselmi 

Era uno dei miei attori preferiti in assoluto. Scott Wilson se n’è andato a 76 anni, ucciso lentamente dalla leucemia. Era nato ad Atlanta, nella Georgia, veniva dal vecchio Dixie. Il suo nome magari dirà poco a molti; il suo viso probabilmente no, specie dopo aver interpretato, tra il 2011 e il 2014, il personaggio barbuto e carismatico di Hershel Greene (quello senza una gamba) nella serie tv “The Walking Dead”. Una vita a fare film per il grande schermo, anche in ruoli da protagonista, benché fosse da parecchi considerato “un bravo caratterista”, e invece sarà ricordato in queste ore per una storia di zombie, anche avvincente, pensato per il piccolo schermo. Capita.
A me Wilson piaceva in ogni salsa, anche se all’inizio della sua carriera fu spesso usato solo per parti da cattivo: razzista, criminale, psicopatico, gangster, maniaco, frustrato. Difficile dimenticarlo in titoli come “La calda notte dell’ispettore Tibbs” di Norman Jewison, “Grissom Gang” di Robert Aldrich, “I nuovi centurioni” di Richard Fleischer, “Uomini veri” di Philip Kaufman, per non dire del suo film forse più importante e significativo, “A sangue freddo” di Richard Brooks, ispirato al celebre reportage di Truman Capote.
Era così versatile che il polacco Krzysztof Zanussi lo volle protagonista del suo “L’anno del sole quieto”, che vinse il Leone d’oro a Venezia nel 1984 e mai uscì nelle sale. Lo ricordo sulla terrazza del Grande Hotel Excelsior, nessuno o quasi l’aveva riconosciuto, di sicuro in pochi chiedevano di intervistarlo; io mi avvicinai al suo tavolo, stava bevendo qualcosa con la moglie e Zanussi, e fu contento, almeno mi parve, dei complimenti che gli feci col mio povero inglese.
Con barba o senza barba, con cappello da cowboy o con i capelli bianchi raccolti a coda di cavallo, in divisa da nordista o col doppio petto gessato, Wilson attraversava i film che faceva, pure quelli bruttarelli, cesellando con cura i suoi personaggi, rendendoli così veri, pensanti, autorevoli (o anche pazzi e violenti) da imporsi spesso sui colleghi. Anche se Hollywood non l’ha mai premiato. Il suo ultimo film è stato “Hostiles”, un western crepuscolare, dalla parte degli indiani, diretto da Scott Cooper e interpretato da Christian Bale. Wilson incarna un ricco agricoltore che odia i “pellerossa” e non vede l’ora di sparare. Finirà male

Michele Anselmi

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