ECCO UN ALTRO SUICIDA CHE AFFITTA UN KILLER PER FARLA FINITA. TOM WILKINSON SICARIO BRITISH A UN PASSO DALLA PENSIONE

La Festa di Michele Anselmi (8)

Strana programmazione alla romana Festa del cinema. Piazzano alle 11 di mattina, nella risicata sala “Gianni Borgna”, l’anteprima stampa di “Dead In A Week: Or Your Money Back”, film pure inserito nella selezione ufficiale, e naturalmente in tanti restano fuori, anche tra coloro arrivati in orario. “Posti esauriti” dicono inflessibili all’ingresso; rompendo molto le scatole, riesco a entrare e trovo subito una sedia libera, “occupata” solo da una borsa.
Eppure non ci voleva molto a capire che la commedia nera di Tom Edmunds avrebbe richiamato, in una giornata tendente al tetro, parecchi festivalieri. Il titolo suona in italiano “Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi)”, e così il film uscirà a fine novembre, targato Eagle Pictures. Non che lo spunto sia nuovo: da “L’uomo che cerca il suo assassino” di Robert Siodmak a “Nessuno sa il proprio destino” di William Castle, senza ovviamente dimenticare il più recente “Ho affittato un killer” di Aki Kaurismäki, solo per citarne tre, il cinema s’è spesso divertito a raccontare la paradossale storia di un aspirante suicida che assolda un sicario per farla finita, salvo poi ripensarci quando l’assassino s’è già messo in moto.
Il britannico Edmunds, già collaboratore di Anthony Minghella, aggiorna l’intreccio per il suo debutto nel lungometraggio, e lo fa con un discreto senso dell’humour e una punta di cinismo amorale, evocando en passant le cliniche svizzere per la cosiddetta dolce morte, ma senza insistere sul delicato argomento dell’eutanasia.
Nel suo film c’è un giovane scrittore sfigatissimo, tal William Morrison, che s’è stancato di campare. Dopo dieci tentativi andati a vuoto (corda, gas, elettricità, automobile, salto dal ponte, eccetera) un biglietto da visita gli prospetta la soluzione migliore: farsi uccidere da un killer professionista regolarmente iscritto all’associazione “Assassins Guild”. Leslie O’Neil è un veterano del ramo, non sbaglia mai un colpo, benché sia a un passo dalla pensione e la tenera moglie non veda l’ora di trascinarlo in crociera.
Insomma avete capito: i due si incontrano, stendono un contratto, si accordano per una spesa minima di 2.000 sterline (“morte rapida e indolore”) e a quel punto al giovanotto non resta che aspettare il colpo in testa nel giro di una settimana. Solo che un editore, tramite una graziosa ragazza orfana esperta di editing, si fa vivo in extremis, e a quel punto Williams non avrà più tanta voglia di farsi sparare.
Tra freddure sui tremori di Michael J. Fox e riferimenti all’ispettore Barnaby, il film gioca con gli ingredienti del macabro, lasciando che un po’ alla volta le ambasce del cecchino, con l’età diventato piuttosto maldestro e poco infallibile, prendano il sopravvento sui rimorsi dello scrittore. Il finale a sorpresa non va ovviamente rivelato, ma occhio al “depliant” con le specialità della casa.
L’aria è impertinente e paradossale, s’intende politicamente scorretta, ma con un palpito sentimentale che affiora a mano a mano che aumentano i cadaveri. C’è di meglio in materia, e tuttavia “Dead In A Week: Or Your Money Back” si lascia vedere volentieri, sia perché dura poco, 85 minuti, sia perché l’avvilito Tom Wilkinson e il tenero Aneurin Barnard, rispettivamente il killer e il morituro, duettano amabilmente all’inglese, arpeggiando in una chiave quasi teatrale.
Battuta niente male: “Per 2.000 sterline non ti passerei sopra neanche con una Ford Fiesta”.

Michele Anselmi

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