WFTMI: l’associazione per la parità ed inclusione delle donne nell’industria dell’audiovisivo

Da poche settimane si è conclusa la 13ma edizione della Festa del Cinema di Roma, forse la più glamour e americana di tutte con la consacrazione delle pellicole di Martin Scorsese, insignito del Premio alla Carriera, e le oltre 266 proiezioni, tra cui Fahrenheit 11/9 di Michael Moore. E nel clou delle celebrazioni l’evento più simbolico e suggestivo è stata la sfilata sul red carpet di circa cinquanta donne tra produttrici, registe, attrici per festeggiare la firma della parità di inclusione, accompagnate da Laura Delli Colli, organizzatrice del Festival, da Dissenso Comune e dalla Fondazione Cinema.

Nata a giugno con l’obiettivo di garantire una parità di genere, la WFTMI si occupa soprattutto di incoraggiare la presenza delle donne nei molti settori dell’audiovisivo, cinema, televisione e media in generale, nei quali, secondo i dati di alcune ricerche, è ancora deficitaria la parità di genere e soltanto il 9% di donne occupa posizioni di vertice nei principali quotidiani nazionali. Un primo obiettivo è stato raggiunto nel corso della 75ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica con l’inaugurazione ufficiale dell’Associazione, l’assegnazione del Premio Starlight International Cinema Award 2018 e la firma della Carta per la Parità e l’inclusione con la Biennale, alla quale poi si sono allineati i Festival di Toronto e di San Sebastián.

Inoltre, nel corso del Festival Internazionale del Film di Roma, Kirsten Schaffen, Executive Director of WIF Los Angeles e Paul Feig, regista di Ghostbusters e Bridesmaids, hanno coordinato e diretto un panel, intitolato “ReFrame in Italia. Diventa il cambiamento” sulle disparità di genere nell’industria dell’audiovisivo in collaborazione con il Mia – Mercato Internazionale Audiovisivo. 4.3% le donne registe, 10.1% quelle scrittrici, 21.7% le produttrici e 1.3 % le compositrici sono questi i numeri, espressi in percentuali, delle lavoratrici donne impiegate nel mondo dell’audiovisivo nel decennio considerato che va dal 2007 al 2017 e la teoria proposta per il cambiamento, nel corso del convegno, comprende un triangolo, i cui pilastri sono rappresentati “dalla parità di finanziamenti e di retribuzione, sviluppo della creatività femminile e di contenuti che non alimentano la disparità di genere e la creazione di ambienti lavorativi con un’adeguata rappresentanza di generi”.

Alessandra Alfonsi

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