Bernini, genio del baracco. Quando la pietra diventa carne

Fino al 14 novembre Magnitudo e Chili distribuiscono in sala il primo di una lunga serie di documentari dedicata all’arte. L’onore di aprire le danze a questa iniziativa spetta a Gian Lorenzo Bernini, nato a Napoli il 7 dicembre 1598, massimo esponente del barocco (assieme al suo storico rivale Borromini) attraverso le arti della scultura e dell’architettura, nonché uno dei pochi artisti ad aver conosciuto il successo in vita.
Il padre Pietro Benini, scultore, tornando a Roma, ottiene la protezione del cardinale Scipione Borghese: grazie a questo avvenimento, il giovane Benini avrà l’occasione di mostrare il suo precoce talento. Ancora giovanissimo, papa Urbano VIII Barberini gli commissiona il “Baldacchino di San Pietro”, un colosso di bronzo di quasi trenta metri. È così che il Papa nomina Bernini come architetto sovrintendente alla Fabbrica di San Pietro, dove in quel periodo si dedicherà al progetto della piazza (il colonnato e le due fontane), nonché alla tomba di Urbano VIII all’interno della stessa basilica. Nel 1665, l’artista si recò in Francia per eseguire il busto di Luigi XIV; ma, pur destando ammirazione a Versailles, la sua fama genera nell’ambiente accademico un clima di diffidenza, tanto da far naufragare numerosi progetti, tra cui il Louvre di Parigi. In Italia però la sua fortuna continua fino alla sua morte, avvenuta il 28 novembre 1680 a 82 anni.
La pellicola porta lo spettatore a visitare l’interno di Galleria Borghese a Roma, dando così l’occasione di raccontare l’artista attraverso le sue opere più significative (da “Apollo e Dafne” al “Ratto di Proserpina”), in particolare le sculture; come, prima di lui, Donatello e Michelangelo, Bernini affina quest’arte dando alle statue di marmo bianco uno spirito, un’azione bloccata per sempre nel tempo: le sue opere sono drammaticità e movimento.
Francesco Invernizzi, già autore di “Caravaggio – L’anima e il sangue”, “Raffaello: principe delle Arti” e “Michelangelo – Infinito”, racconta il lavoro dell’artista con eleganza e raffinatezza, attraverso una fotografia e una luce che permettono di osservare queste opere con un livello di dettaglio possibile altrimenti soltanto visitando il museo.
I futuri appuntamenti con questa serie saranno: “Dinosaurs” (10 – 12 dicembre), “Mathera” (21 – 23 gennaio), “Leonardo Cinquecento” (18 – 20 febbraio), “La stanza delle meraviglie – WOW” (4 – 6 marzo), “Canova” (18 – 20 marzo) e “Palladio” (15 – 17 aprile).

Sarah Shaqiri

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