INTRIGHI A CORTE, DOPO MARIA DI SCOZIA ARRIVA LA REGINA ANNA. PER “LA FAVORITA” 2 PREMI A VENEZIA E 10 NOMINATION. TROPPI?

L’angolo di Michele Anselmi

Altro giro, altra regina. Abbiamo appena assistito alla decapitazione di Mary Stuart, per noi Maria Stuarda, la regina di Scozia, ed ecco arrivare al cinema, una settimana dopo, un’altra sovrana di famiglia: quell’Anna Stuart (1665-1714) che fu l’ultima della casata scozzese a regnare sui britannici.
“La favorita”, in sala da giovedì 24 gennaio con 20th Century Fox, ha vinto due premi importanti alla Mostra di Venezia 2018: un Leone d’argento – Gran premio della giuria e una Coppa Volpi all’attrice Olivia Colman, che incarna appunto “the queen” con mirabile finezza. E oggi è arrivata la notizia di ben 10 nomination agli Oscar. Non sarà un po’ troppo?
Diretto dal greco Yorgos Lanthimos, già regista del sopravvalutato “The Lobster”, il film è tutto al lume di candela, tra zoom, grand’angoli e rintocchi percussivi; diciamo che si propone come una torva/buffa commedia sulla seduzione, il potere e l’immoralità raccontando la gara senza esclusione di colpi tra due donne ambiziose per diventare “la favorita”, appunto, di una regina considerata fragile, influenzabile, già avvelenata dalla gotta. La storia è vera, solo che Lanthimos accenna appena al contesto storico, non cita i due partiti rivali dei Whigs e dei Tories, e si guarda bene dal ricordare che la guerra contro i francesi in realtà rientra in un più allargato conflitto per la successione di Spagna, dal 1702 al 1713.
Senza eredi, gran mangiona, di gusti lesbici e facile alla depressione, la regina Anna vede gonfiarsi davanti ai propri occhi, e in parte ne gode, il duello feroce tra la potente Sarah Churchill, da poco nominata Duchessa di Marlborough, e l’aristocratica decaduta Abigail Hill Masham, cugina di Sarah ingaggiata a palazzo come sguattera.
Sarah, pure amante della regina mentre il marito guida le truppe al fronte, di fatto governa l’Inghilterra, approfittando della situazione confusa creatasi in Parlamento; mentre la scaltra Abigail intuisce che solo scalzando quella donna luciferina che ama sparare e vestirsi da uomo, salvo poi entrare nel lettone regale, potrà entrare nelle grazie della sovrana.
Il film, diviso in otto capitoletti dai titoli maliziosi, pesca nel genere “intrighi a corte” per ricostruire, colpo su colpo, le mosse delle due avide donne sul corpo della regina. Una sorta di “Eva contro Eva” in chiave settecentesca, con una punta di Peter Greenaway’s style, tra parrucche giganti e giochi di lingua, tè avvelenati e battute esplicite, col sesso cinicamente concesso ad attraversare la commedia del potere finché tutto si tinge di nero.
Rachel Weisz è “la favorita” che difende con le unghie e coi denti il proprio status; Emma Stone è la giovane affamata capace delle peggio cose per sbarazzarsi della concorrente; ma forse la migliore in campo è proprio la premiata Olivia Colman nei panni della gracile e umorale regina Anna. Se vi pare di averla vista in tv, non sbagliate: era la valorosa e dimessa agente incinta dei servizi segreti britannici nella miniserie “The Night Manager” di Susanne Bier.

Michele Anselmi

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