La favorita. Piccolo gioiello fiammingo firmato Lanthimos

All’inizio del XVIII secolo, l’Inghilterra è in guerra con i francesi. Mentre una fragile regina Anna (Olivia Colman) occupa il trono, l’amica intima Lady Sarah (Rachel Weisz) governa il paese al suo posto, oltre a prendersi cura della cattiva salute e del temperamento capriccioso della sovrana. Quando arriva la nuova serva Abigail (Emma Stone), Sarah la prende sotto la sua protezione: la ragazza allora vede una possibilità di riappropriarsi delle radici aristocratiche ormai perse. La guerra inizia ad essere abbastanza dispendiosa in termini di tempo per Sarah, dunque, Abigail pian piano inizia ad ingraziarsi la compagnia della regina. La loro crescente amicizia le dà la possibilità di soddisfare le proprie ambizioni e non lascerà che la donna, l’uomo, la politica o il consiglio si mettano sulla sua strada.
Presentato già alla 75esima Mostra di Venezia e ben presente ai Golden Globes, Olivia Colman ne è uscita vincitrice in entrambi i casi, l’ultima opera di Yorgos Lanthimos si distacca dalla contemporaneità del suo cinema per avvicinarsi al ritratto di un’epoca in costume. Assistere ad una pellicola come “La favorita” significa immergersi nelle pitture fiamminghe di Jan van Eyck e Vermeer, unito ai giochi prospettici di Escher (grazie alla fotografia di Robbie Ryan) e al senso dell’humor di William Hogarth; a quest’ultimo artista la pellicola si avvicina di più, nel suo modo particolarissimo di fare satira: i nobili inglesi risultano più preoccupati per una gara campestre di anatre oppure a lanciare arance su uomini nudi piuttosto che degli affari di stato. A far sì che la sceneggiatura brilli il più possibile ci pensa un cast straordinario. In particolar modo il vincente trio Colman-Weisz-Stone, tutte meritevoli nel loro singolo apporto: Olivia Colman è magnifica nel suo ritratto di regina instabile, infantile, capricciosa e ossessionata dalla paura di essere abbandonata, mentre Rachel Weisz cesella una Sarah fredda, calcolatrice, pragmatica, esattamente l’opposto di Anna, infine, l’Abigail di Emma Stone è tanto ambiziosa e astuta quanto incapace di occuparsi della regina e delle decisioni di stato.
Dopo aver assistito ad una stagione abbastanza fiacca (la vittoria di Bohemian Rhapsody, la nomination di Black Panther e i “ritorni” vari di Mary Poppins), quella di Lanthimos è la pellicola più degna di trovarsi ad una premiazione nonché una delle poche che si distingue in tutte le categorie, così come fu l’anno scorso per Il filo nascosto di P.T. Anderson. “La favorita” è quella piccola ventata di originalità che di questi tempi fa un gran bene. Candidato a 10 premi Oscar.

Sarah Shaqiri

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