Le nostre battaglie. È questa la nuova classe operaia?

Un delicato, intimo e contemporaneo ritratto della nuova classe operaia francese, spaccata tra doveri lavorativi e famigliari. Le nostre battaglie, distribuito in Italia da Parthénos, è il secondo film del regista belga Guillaume Senez, Evento speciale della Semaine de la Critique all’ultimo Festival di Cannes e Premio del pubblico al Festival di Torino.

Rispetto a molte altre pellicole sul mondo del lavoro, come il recente In guerra di Stéphane Brizé e nonostante il titolo possa far pensare a scene di lotta e di disperazione, si tratta di una pellicola “calma”, senza pathos, con una classe operaia dormiente che ha rinunciato alle sue lotte e pacificamente accetta le nuove leggi del mercato del lavoro, divisa tra l’impegno del lavoro, la famiglia e tutto il resto.

Il protagonista del film è un giovane trentenne operaio, Olivier Valletta, con due figli a carico che viene improvvisamente abbandonato dalla moglie e, nonostante il leggero sconforto ed incredulità iniziali, riesce a vivere la crisi lavorativa e quella familiare con estremo garbo.

La splendida fotografia, soprattutto degli interni della fabbrica, ascrivono questa pellicola a quelle che hanno raccontato il mondo del lavoro, ma guardando questa opera c’è da chiedersi se questa sia effettivamente la nuova classe operaia, così dormiente, rassegnata, stanca e rinunciataria. Dal 7 febbraio in sala.

Alessandra Alfonsi

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