Un uomo tranquillo. Un film alla Coen?

Ma che siamo in un film dei fratelli Coen? Parafrasando la nota battuta del film di Caro Diario di Nanni Moretti potremmo definire Un uomo tranquillo, diretto da Hans Petter Moland con Tom Bateman, Tom Jackson ed Emmy Rossum, come il naturale sequel di Fargo dei fratelli Coen. Perché in questa pellicola manca soltanto la scena del calzino colorato che improvvisamente spunta da un tritacarne per considerarlo come il naturale sequel di Fargo.

Per l’ambientazione (piccolo paese di montagna in pieno clima invernale), per la storia (strani omicidi su cui indaga la polizia di quartiere), per i personaggi (per lo più strambi, come il boss locale), per le sequenze esilaranti, surreali e macabre (vedi le scene, quasi tòpoi filmici, dei corpi avvolti da plastica e gettati dal protagonista in un burrone) e per lo humor tagliente questa pellicola ha molte somiglianze con il capolavoro dei fratelli Coen.

Al cinema dal 21 febbraio, distribuito da Eagle Pictures, Un uomo tranquillo è, più precisamente, il remake di In ordine di sparizione, thriller norvegese del 2014, sempre diretto da Moland. Il regista ha dichiarato che il suo umorismo è stato “influenzato molto dai cineasti americani come Billy Wilder. E avendo vissuto a New York negli anni ’70 e ’80, quell’umorismo oscuro, grottesco, macabro, mi era molto familiare”.

È un crime movie che racconta la storia, nella prima parte del film, molto triste e drammatica, di un uomo della middle class americana, cui viene ucciso il figlio. Premiato dalla comunità del Colorado come il miglior cittadino dell’anno della località sciistica di Kehoe in Colorado, dove svolge la professione di spazzaneve, il protagonista, Nels Coxman, viene trasformato gradualmente da un uomo tranquillo a serial killer dal tragico evento. E a questo punto il racconto filmico cambia completamente registro: se inizialmente, si sofferma, senza scavare, sulla psicologia del protagonista, un padre che deve sopportare la perdita del figlio, poi dà ampio spazio agli omicidi seriali, grotteschi e strambi. Un film alla Coen.

Alessandra Alfonsi

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