Al di là del bene e del male. Il cinema di Liliana Cavani


A Roma dal 27 novembre al Cinema Trevi, “Al di là del bene e del male. Il cinema di Liliana Cavani“. Roma celebra il cinema di Liliana Cavani con una rassegna completa di tutti suoi film, dal Francesco D’Assisi del ’66 fino al più recente Ripley’s Game. In mezzo scorrono 13 titoli alcuni dei quali scolpiti nella memoria di tutti i cinefili del mondo: da Galileo a I Cannibali, da Al di là del bene e del male al più inquietante e indimenticabile Il portiere di notte.

La regista sintetizza con parole asciutte il senso originale ed anticonformista del suo fare cinema: “Pongo sempre individui al centro di uno scandalo rappresentato da loro stessi per il fatto di essere così come sono. Lo conduco fino alle estreme conseguenze senza farne la moralina finale. Mi si è rimproverato di non “risolvere”. Ci sono già tanti moralisti in giro a risolvere…

Mercoledì 28 alle ore 21.00 l’incontro ravvicinato con la cineasta emiliana arricchisce la rassegna al cinema Trevi di Roma.

Questo il programma della retrospettiva:

martedì 27 novembre
ore 17.00 Francesco d’Assisi di Liliana Cavani (1966, 105’)
ore 19.00 Galileo di Liliana Cavani (1968, 108’)
ore 21.00 Incontro di notte di Liliana Cavani (1961, 10’)
a seguire La battaglia di Liliana Cavani (1962, 30’)
a seguire I cannibali di Liliana Cavani (1969, 87’)

mercoledì 28
ore 17.00 L’ospite di Liliana Cavani (1972, 94’)
ore 19.00 Milarepa di Liliana Cavani (1973, 108’)
ore 21.00 Incontro con Liliana Cavani
a seguire Il portiere di notte di Liliana Cavani (1974, 118’)

giovedì 29
ore 17.00 Al di là del bene e del male di Liliana Cavani (1977, 127’)
ore 19.15 La pelle di Liliana Cavani (1981, 134’)
ore 21.45 Oltre la porta di Liliana Cavani (1982, 105’)

venerdì 30
ore 17.00 Interno berlinese di Liliana Cavani (1985, 118’)
ore 19.15 Francesco di Liliana Cavani (1989, 157’)

sabato 1 dicembre
ore 17.00 Il portiere di notte (1974, 118′) replica
ore 19.15 Dove siete? Io sono qui (1993, 104′)
ore 21.00 Ripley’s Game (Il gioco di Ripley, 2002, 106′)

Dal sito della Cineteca nazionale:

«Inetticchettabile. Indefinibile. Così come il suo cinema. Liliana Cavani potrebbe avere mille definizioni così come i suoi film, come ci ricorda la studiosa Francesca Brignoli: «Regista dello scandalo, per di più donna. Provocatrice, cattolica del dissenso. Intellettuale laica e trasgressiva. Tra demonio e santità». Ma non servirebbe a nulla a scalfire quell’alone di enigmaticità. «Cinema, televisione, lirica. Politica. […]. Ogni volta che sembra di averla “catturata” lei scarta, ed è tutto da rifare. Molto meglio non provarci, è un tentativo inutile e si sbaglia comunque. Meglio limitarsi a seguirla. Anche perché nulla più del movimento sembra corrispondere a Liliana Cavani ed essere fulcro del suo cinema», ci avvisa giustamente la giovane studiosa. Ogni suo film appare come una monade artistica, sempre però in relazione con l’intera filmografia della regista. Non è un caso che spesso Liliana Cavani rivisita i suoi film, li rimodella, assecondando una nuova visione sui personaggi e sui temi trattati: il Francesco di Assisi (1966) è “così lontano e così vicino” al suo remodel Francesco (1989), così come il tema dell’esclusione viene trattato ne L’ospite (1971) e poi ripreso diversi anni dopo in Dove siete? Io sono qui (1993). Progressivamente l’intero corpus filmico della Cavani assume connotazioni sempre più simboliche, psicoanalitiche, non offrendo quindi mai acquisizioni sicure, ma proponendo sempre degli interrogativi. Il suo cinema è più volto a dividere che a suscitare consensi, a problematizzare la riflessione, la considerazione critica. L’enigmaticità del reale nel suo cinema deriva prima di tutto dallo sguardo libero, spontaneo e demistificatore della regista, votato a guardare alla realtà senza i manicheismi imposti dal dualismo ideologico con le sue formule aprioristiche di interpretazione della realtà. «Ritengo i miei film dei drammi autentici, classici quasi. Forse si tratta di intendersi sulla “struttura drammatica”. Pongo sempre individui al centro di uno scandalo rappresentato da loro stessi per il fatto di essere così come sono. Lo conduco fino alle estreme conseguenze senza fare il moralino finale: mi si rimprovera di non “risolvere” (ci sono già tanti moralisti a risolvere…)» (Cavani).

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Date/Time
Date(s) - 27/11/2012 - 01/12/2012
All Day

Location
Cinema Trevi

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