CINEMA&MODA: Masterclass by Marina Roberti


Marina Roberti | Incontro all` Italian Cultural Institute di Londra

Dai prestigiosi musei di South Kensington, attraversando Knightsbridge, a est di Sloane Square e alle spalle di Hyde Park, si raggiunge Belgrave Square con le sue imponenti dimore aristocratiche e le facciate bianche in stucco intervallate da colonnati delle ambasciate. Una passeggiata tra lusso ed eleganza, in uno dei quartieri più prestigiosi di Londra, progettato nel 1824 dall`architetto Thomas Cubbit, lontano dall`atmosfera frenetica di Soho. Nella sala delle conferenze dell`Italian Cultural Institute di Londra, che ospita fino al 6 Ottobre un vernissage dell`artista italiano Pordenone Montanari, abbiamo incontrato Marina Roberti, costumer designer dal talento indiscusso, che, non a caso, ha lavorato con registi di fama internazionale come Sofia Coppola che si è aggiudicata quest`anno il Leone d`Oro al Festival del Cinema di Venezia.
La lunga e affascinante carriera di Marina Roberti inizia nel 1993 al Teatro Sperimentale di Spoleto e approda alla televisione realizzando i costumi per rinomate serie televisive come “Il Capo dei Capi”, “Squadra Antimafia”, “Palermo Oggi” e “Moana”. Il passaggio alla cura dei costumi per le produzioni cinematografiche avviene nel 2000 con “Il Partigiano Johnny” di Guido Chiesa. L`anno successivo Marina realizza i costumi per “Santa Maradona” di Marco Ponti; nel 2002 diventa una collaboratrice indispensabile per Luciano Ligabue nel film “Da zero a dieci”. Il successo arriva nel 2006 con il film “Marie Antoniette” di Sofia Coppola. Il film ha vinto l`osar per i migliori costumi realizzati dalla stupefacente Milena Canonero. Marina è la wardrobe supervisor: “lavorare al fianco di Milena – ha confessato Marina – è stata un`esperienza davvero eccitante. Io e Milena ci confrontavamo continuamente sul set e seguivamo i suggerimenti di Sofia. Le produzioni americane sono differenti rispetto a quelle italiane. Avevamo un budjet molto elevato e sono tutti molto professionali. Ho lavorato in un ambiente internazionale, ho conosciuto eccellenti costumer designers. Mi ha arricchito lavorare al fianco di Sandy, la costumista di "Gangs of New York" di Scorsese”.
 
 
Di ritorno dalla Bulgaria – non viaggia mai senza la sua valigia colma di libri – si presenta con un aspetto fresco e sereno nonostante il jet lag e ci racconta della sua ultima avventura cinematografica: “Quando pensavo ai costumi di “Io, Don Giovanni”, dopo aver letto la storia, mi sono ispirata moltissimo a Vienna perché è una città molto elegante, piena di fascino, di cultura, di arte. Avevo in mente lo stile Eighties di Jean Paul Gaultier e John Galliano, i miei stilisti preferiti. Sul set è molto importante la luce e il colore dei costumi. Lavorare con Vittorio Storaro, il direttore della fotografia, è stato formidabile. C`era una sintonia perfetta, entrambi ci siamo ispirati ai pittori dell`epoca in cui è ambientato il film. E` importantissimo anche il rapporto che stabilisci con il regista. Io lo considero come il capitano della nave. E` lui che decide come deve essere raccontato il film ed è fondamentale avere la stessa visione della storia e dei personaggi. Io ho una visone romantica del mio lavoro: non tradisco mai i protagonisti delle storie che mettiamo in scena” ha rivelato la costumista. Marina è una vera artista dall`animo bohemien, ha una passione smisurata per l`arte e la bellezza e infonde nelle sue creazioni la visione tutta colorata che ha della vita.
 
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Date/Time
Date(s) - 01/10/2010
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