Compagni di strada: cineasti al servizio dell’impresa


Cinema industriale | Il connubio tra arte e aziende

"In questo momento cruciale della storia del nostro paese è ancora più importante riscoprire la cultura d`impresa”. Con queste parole la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha presentato la X Settimana della cultura d’impresa che si svolgerà dal 21 al 25 novembre con un’ampia gamma di  attività culturali da Nord a Sud della Penisola. 

Tra gli appuntamenti in programma l`Archivio del cinema d’impresa di Ivrea, in collaborazione con Museimpresa, presenta alla Biblioteca Nazionale di Roma “Compagni di strada”, una rassegna di film realizzati in ambito aziendale dai più importanti cineasti italiani. Il connubio tra cinema e impresa è in realtà un rapporto di lunga data e per certi aspetti ancora “segreta”. Forse non è un caso che il primo film dei Fratelli Lumière mostri l’uscita degli operai dalle officine Lumière. E forse non tutti sanno che molti nomi illustri del cinema italiano hanno un passato se non le radici nella filmografia d’impresa, un genere cinematografico a metà strada tra un documentario tecnico e la comunicazione pubblicitaria.

A partire dagli Cinquanta, agli albori del boom economico, il cinema industriale conosce la sua massima espansione nel momento in cui le aziende si rendono conto dell’importanza strategica del cinema per raggiungere un pubblico più vasto di potenziali clienti, affidando alla creatività di registi sconosciuti, ma destinati a diventare famosi, il compito di raccontare tutti gli aspetti della vita aziendale, dalle attività sociali alle fasi della produzione, alla pubblicità.

Per autori come Olmi, Pontecorvo Antonioni, Camerini, solo per citarne alcuni, “l’esperienza industriale” diventa una palestra di allenamento, un’occasione per sperimentare nuovi linguaggi e tecniche di ripresa moderne grazie anche agli avanzati e costosi mezzi che le aziende mettono a loro disposizione. Ermanno Olmi, in particolare, produrrà per la Edison delle pietre miliari della storia del cinema industriale come La diga sul ghiacciaio del 1953, Tre fili fino a Milano del 1958, Un metro è lungo cinque del 1961 e perfino un lungometraggio, Il tempo si è fermato, girato nel 1959, dove già si intravedono i temi cari al regista che sfoceranno poi nel suo cinema di finzione. Ma anche autori insospettabili come Dino Risi, Alessandro Blasetti, Bernardo Bertolucci e Pier Paolo Pasolini si sono cimentati con il “cinema di fabbrica”, realizzando, in piena libertà creativa, opere di notevole valore in un’epoca in cui fare cinema industriale era considerato alla stregua di un impegno politico. 

Ed è proprio Bertolucci ad aprire Compagni di Strada con la versione restaurata de Il Canale, inedito cortometraggio realizzato dal grande regista durante le riprese de La via del petrolio, a Suez. Mentre il 24 novembre la rassegna proporrà alcune produzioni realizzate, fin dall’inizio del novecento, da grandi imprese italiane come Borsalino, Fiat, Olivetti, Edison, Ansaldo ed Eni, che oggi costituiscono un patrimonio prezioso della storia economica e sociale dell’Italia. Una selezione accurata di film per l’industria, molti dei quali testimoniano la trasformazione dell’Italia da paese agricolo in paese industriale. Oltre ad un’antologia di cartoni animati "d`impresa” rigorosamente made in Italy, dalle cantine Bosca alla Barilla, da Kuko il leoncino, realizzato da Bruno Bozzetto per l`Innocenti, a Le message di Folon per Olivetti, che nulla hanno da invidiare allo stile Disney almeno dal punto di vista creativo.   

Ma intorno alla fine degli anni Settanta l’avvento della pubblicità televisiva e il taglio dei finanziamenti pubblici hanno contribuito al declino delle cinematografia d’impresa mentre una nuova forma di comunicazione aziendale diventava prioritaria nei budget aziendali: il product placement.

E per finire negli ultimi anni è aumentato l’interesse del mondo imprenditoriale per lo spot d’autore, il cosiddetto advermovie, attraverso il quale le aziende affidano ad illustri registi come Muccino, Tornatore e Salvatores, la realizzazione di brevi filmati per presentare i propri prodotti e celebrare se stesse. Il caso vuole che molti di questi cortometraggi siano dei piccoli gioielli, ma troppo autoreferenziali e ben lontani per spirito e modalità dalle vecchie produzioni per poter entrare a pieno titolo nella storia del cinema.

Monica Straniero 

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Date(s) - 21/11/2011 - 25/11/2011
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