Dubai Film Festival


Apre domani la quinta edizione del Dubai International Film Festival (DIFF). Ad inaugurare il festival sarà  il biopic W  di Oliver Stone che ha già partecipato al festival con World Trade Center e quest`anno prenderà parte alla cerimonia d`apertura insieme a Elizabeth Banks, che nella cinebiografia dell`ex presidente Usa interpreta Laura Bush. Questa quinta edizione, che si concluderà il 18 dicembre, ha tra i suoi punti di forza The Millionaire di Danny Boyle, oltre alla presenza di Salma Hayek, Laura Linney e Goldie Hawn per l`asta di beneficenza dell`AMFAR per la lotta all`AIDS. In anteprima internazionale fuori concorso sarà presentato il thriller fantasy Kandisha di Jerome Cohen Olivar, con Amira Casar, David Carradine, Hiam Abbas, Saïd Taghmaoui. In vetrina anche tutta una serie di film già apprezzati in vari festival internazionali: l`americano Ballast ambientato nel delta del Mississippi, Blindness di Fernando Meirelles dal romanzo di José Saramago, La classe di Laurent Cantet, vincitore della Palma d`oro a Cannes, Hunger di Steve McQueen e The Hurt Locker di Kathryn Bigelow.

 
Ma soprattutto Dubai propone un focus sul cinema italiano, con la presenza dei due film protagonisti di questa stagione, Gomorra e Il Divo, e con lavori come PA-RA-DA di Marco Pontecorvo e Pranzo di Ferragosto di Gianni Di Gregorio, che hanno saputo attirare l`attenzione di un mercato cosi lontano ma in forte espansione. Accanto ad esse, la coproduzione Machan di Uberto Pasolini, l`opera prima di Francesco Munzi Il resto della notte, il documentario Vietato sognare – Forbidden Childhood di  Barbara Cupisti e il corto The door of forgiveness – Bab Al Samah di Francesco Sperandeo.
A Dubai sarà presente una forte delegazione italiana guidata dal sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Maria Giro, e composta da Pietro Ietto, Direttore Generale di Cinecittà Holding, Lamberto Mancini, Direttore Generale di Cinecittà Studios, Alessandro Usai, AD di Mikado, Marco Pugini, Presidente dell`APE e produttore di PA-RA-DA, e da personaggi come Giancarlo Giannini e Pierfrancesco Favino insieme alla moglie, l`attrice Anna Ferzetti. Il focus italiano prende il via il giorno 12 con la prima proiezione del Divo e prosegue con i lavori del workshop industriale "Creating without boundaries: Italy meets the Arab World", dove le personalità dell`industria italiana dialogheranno con le controparti arabe per comprendere le reciproche realtà e sviluppare progetti comuni e collaborazioni culturali.

Il viceministro Francesco Giro incontrerà i suoi omologhi degli Emirati per dare l`avvio a un più stretto dialogo tra i due Paesi, annunciando una serie di progetti di collaborazione che toccheranno, oltre al cinema, anche la letteratura, l`arte, la musica e che coinvolgeranno in varia misura tutti gli Emirati, non solo Dubai e Abu Dhabi.

Tra gli eventi collaterali, che accompagnano il focus sull`Italia, figura anche una piccola selezione di lavori di Tazio Secchiaroli, considerato da molti come il creatore della figura del fotografo mondano e autore di memorabili scatti della Dolce Vita felliniana. Per la sezione Rythm & Reels, che propone eventi musicali internazionali, l`Italia sarà di nuovo protagonista con la noir rock band Belladonna che musicherà dal vivo il capolavoro del muto Nosferatu di Murnau (1922).

Il Dubai International Film Festival è, insieme a
Marrakech, una delle grandi vetrine internazionali nate negli ultimi anni per presentare ai buyer di tutto il
mondo i titoli che contano nel panorama arabo, oltre che asiatico e africano. Il tema di questa edizione è proprio "collegare culture e far incontrare le menti", un programma attuato attraverso una tavola rotonda e un mercato sempre più attivo e frequentato. Oltre all`omaggio al cinema italiano, saranno al centro dei riflettori la cinematografia indiana e tre maestri del cinema contemporaneo, come Terry Gilliam, Tsui Hark e il francese di origini algerine Rachid Bouchareb, autore di Indigènes, presentato nel 2006 a Cannes, di cui verranno riproposti l`opera prima Cheb (1991) e Little Senegal (2001), girato in Carolina del Sud.

Il concorso prevede l`assegnazione dei Muhr Awards (il premio è molto ambìto per la dotazione di 50mila dollari) che verranno attribuiti a tre categorie: finzione, documentari e cortometraggi. Tra i paesi arabi, la presenza più marcata è sicuramente quella del Marocco, che figura in concorso con Francaise di Souad El Bouhati e con Casanegra di Noureddine Lakhmari. In parte italiano, almeno nell`ambientazione, Ti ricordi Adil? girato fra Bologna e Casablanca da Mohammed Zineddaine. Tre i documentaristi marocchini selezionati: Hakim Belabbes con Queste mani, sul dialogo fra globalizzazione e tradizioni, Dalila Ennadre con J`ai tant aimé, sulle prostitute arabe ingaggiate dai francesi nella guerra d`Indocina, e Leila Kilani con Nos lieux interdits, sui desaparecidos politici marocchini.
 
Dall`Algeria arrivano Rabah Ameur-Zaimeche con Dernier maquis e l`esordiente Lyes Salem con Mascarades, oltre al veterano Ahmed Rachedi con Mostefa Ben Boulaid, biografia di un eroe della resistenza anticoloniale, mentre il documentarista Malek Bensmail torna agli anni della guerra di liberazione con La Chine est encore loin.
 
Dall` Egitto – altro paese dalla ricca storia cinematografica – arrivano L`aquarium di Yousry Nasrallah, il documentario Vita privata di Saad Hendawi, sui rapporti tra i due sessi nell`Egitto contemporaneo, e Marina of the Zabbaleen di Engi Wassef, ritratto di una bimba di 11 anni che cresce in uno squallido sobborgo del Cairo. Fuori concorso troviamo L`occhio del sole di Ibrahim El Batout.
Non mancano le coproduzioni che coinvolgono i paesi europei: la Spagna con Retorno a Hansala di Chus Gutiérrez e Un novio para Yasmina di Irene Cardona, l`Olanda con Hitte Harara di Lodewijk Crijns, la Francia con C`est dimanche! di Samir Guesmi e Khamsa di Karim Dridi.

Fonte: Cinecittà News

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Date(s) - 11/12/2008
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