Fish Tank di Andrea Arnold








Interessante la serata di apertura del RIFF Roma Indipendent Film Festival con due importanti proposte. Il film Fish Tank di Andrea Arnold al suo secondo lungometraggio e il docufilm Terra Reloaded da un soggetto di Beppe Grillo.

La regista britannica, Andrea Arnold che era già stata premiata al Festival di Cannes nel 2006 con Red Road ha ottenuto, con questo suo ultimo lavoro, il premio della Giuria anche alla 62 edizione del Festival nello scorso maggio 2009, oltre al premio BAFTA 2010 come miglior film britannico. Racconta la storia di Mia (Katie Jarvis), una quindicenne che vive con sua madre e la sorella minore in una cittadina dell’Essex, in Inghilterra, in edifici degradati appartenenti alla working class. Il realismo è il filo conduttore di ogni ripresa, inquadratura e dell’intera sceneggiatura di questa poco nota, ma eccellente opera. La telecamera a mano segue passo passo i movimenti dell’esordiente protagonista che davanti all’obiettivo riesce a mettere a nudo i suoi sentimenti più nascosti, quelli coperti dalla paura di non riuscire a trovare un senso nel degrado che la circonda. Sua madre, spesso ubriaca, porta a casa amici improbabili con cui organizza strani festini davanti alle due figlie cui chiede più volte di filare in camera mentre lei si diverte. Il rapporto con Mia non è dei più facili e la ragazza è costretta a confrontarsi con la sua grande rabbia che sfoga contro delle coetanee con un pugno che le compromette la carriera scolastica. I dialoghi sono all’insegna della volgarità colloquiale che dovrebbe dimostrare durezza e indifferenza, ma lasciano chiaramente trapelare l’assoluta fragilità di sentimenti contrapposti. Mia, infatti, pensa di trovare l’amore quando la madre porta a casa un nuovo compagno, Connor (Michael Fassbender), che decide di stabilirsi con loro. Dopo le prime reticenze, la ragazza comincia a fidarsi di lui e a vederlo sotto un altro aspetto che non è solo quello dell’odio e della diffidenza. Notevole la ripresa della performance di ballo dell’adolescente di fronte a Connor che non focalizza l’attenzione sulla prestazione della ragazza, ma, attraverso primi piani strettissimi che spiccano su un’atmosfera creata dai dettagli dell’ambiente spesso solo appena colti e dall’espressività dei protagonisti, fa intuire, con lentezza, l’inesorabile corso degli eventi. La telecamera a spalla coinvolge l’occhio vigile dello spettatore fino a farlo perdere nelle emozioni più profonde dei personaggi e in particolar modo di Mia che piange per la morte di una cavalla, che insegue un sogno, ballare, che cammina per chilometri per capire il perché delle cose, che si ferma prima di compiere l’irrimediabile, che cerca un tocco di umanità anche in sua madre e che infine cresce per amore o per forza. Il realismo è della telecamera che non crea la storia ma si fa portavoce dei personaggi entrando dentro la loro pelle, nel loro respiro, nel trucco che cola tra le lacrime. Bravissima Katie Jarvis che pare sia stata scelta dalla regista per caso. Le ha offerto il ruolo, infatti, dopo averla vista litigare, in una stazione, con il suo boy friend.

Insieme alla ragazza anche Michael Fassbender gioca un ruolo importante e anche la sua interpretazione rende il film di grande valore. Le tecniche di ripresa non sono nuove, anzi caratterizzano i lavori di molti registi oggi e alcune realtà degradate sono già archetipi del nostro immaginario, ma sicuramente Fish Tank racconta il raccontato con grande maestria.

 

Personaggi e interpreti: Katie Jarvis nel ruolo di Mia, Michael Fassbender nel ruolo di Connor, Jason Maza nel ruolo di Liam, Sydney Mary Nash nel ruolo di Keira, Harry Treadaway nel ruolo di Billy, Rebecca Griffiths nel ruolo di Tyler, Charlotte Collins nel ruolo di Sophie, Brooke Hobby nel ruolo di London, Chelsea Chase nel ruolo di Andree.

 

Terra Reloaded – diretto da matteo Moneta e Fabrizio Roscini da un soggetto di Beppe Grillo.

 

La stessa sera è stato proposto anche un documentario Terra Reloaded, diretto da Matteo Moneta e Fabrizio Roscini, da un soggetto di Beppe Grillo. L’idea è partita dalla rete, dice il regista, e vista l’importanza che la rete poneva sulle questioni ambientali era fondamentale andare oltre lo strumento del web per raccontare l’attualità di queste tematiche con altri strumenti. Un’esigenza partita dal basso, una sorta di citizen journalism quindi, e quello che si è realizzato è un docufilm che si pone domande rilevanti sul futuro del pianeta, minacciato dai nostri stessi stili di vita. Attraverso le riflessioni di sei grandi pensatori fra cui Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia si percorrono tutte le strade e si analizzano le motivazioni che ci hanno portato ad un punto pericoloso nella crisi dell’ecosistema, ma vengono proposte, dagli intervistati, anche le possibili vie d’uscita tra le quali le energie rinnovabili, le reti intelligenti, l’efficienza energetica, il contenimento della sovrappopolazione, la dieta sostenibile e, infine, una fondamentale e immediata azione politica.

 

Livia Serlupi Crescenzi

 

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Date/Time
Date(s) - 12/04/2010
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