Fratelli d’Italia| La realtà che parla.


Fratelli d`Italia | Un film di Claudio Giovannesi

Ha voluto cimentarsi con un documentario il regista Claudio Giovannesi  dopo il suo esordio nella regia di un lungometraggio del 2009, La Casa sulle Nuvole. E se di documentario si tratta lo proporrei come testimonianza dei problemi adolescenziali di giovani relegati nelle periferie delle grandi città ed in particolare quelle di Roma.  Ambientato ad Ostia infatti, il docufilm decide di seguire pedissequamente, con la telecamera, la vita di tre studenti dello stesso Istituto Tecnico Commerciale “Paolo Toscanelli”. Questi ragazzi, dai sedici ai diciotto anni, sono immigrati di seconda generazione. Si tratta di Alin Delbaci, rumeno, Masha Carbonetti di origine bielorussa e Nader Sarhan, egiziano nato in Italia e di religione musulmana. I loro problemi di inserimento, tuttavia, sembrano quelli dei nostri ragazzi italiani forse sottolineati dal degrado culturale che sono costretti a subire in certi suburbi. E’ sconcertante l’incontro di Nader con la famiglia della sua ragazza, inequivocabilmente italiana. Probabilmente se l’ambiente, non solo scolastico, dove molte insegnanti si prodigano per stimolare curiosità intellettive di menti altamente influenzate dal fascino del divertimento ad ogni costo e dal bisogno di soldi per avere tutto ciò che si vuole, ma anche familiare e sociale offrisse delle alternative di ricreazione culturale le cose sarebbero ben diverse. La società non offre assolutamente nulla per occupare il tempo extrascolastico e stimolare le conoscenze. Non si tratta di un problema di integrazione di immigrati di seconda generazione, ma dell’inesistente  integrazione dei giovani in una società intellettualmente accogliente e riguarda quindi tutti gli adolescenti di oggi nel nostro paese.

Alin Delbaci non si sente accettato dalla sua classe e disturba perché pensa che nel suo paese d’origine sarebbe stato più facile frequentare il liceo. Ma anche i nostri ragazzi pensano che cambiando scuola otterranno una promozione facile e senza sforzi.  Masha Carbonetti, adottata da una famiglia italiana da parecchi anni, scopre di avere un fratello e vuole andare in Bielorussia a trovarlo, ma incontra difficoltà burocratiche. In Italia le difficoltà nello strano mondo della burocrazia sono all’ordine del giorno e impariamo a nostre spese che il problema vero è la deresponsabilizzazione. Nader Sarhan è l’unico personaggio che deve mettere veramente a confronto due culture diverse. Quella musulmana e quella occidentale.  Le tradizioni e le regole in cui crede la sua famiglia sono completamente diverse da quelle della società in cui si trova a vivere e non sa di avere il difficile compito di dover conciliare al più presto due identità in contrasto.  Le difficoltà adolescenziali oggi sono il complicato problema che la nostra società deve affrontare pena il degrado non solo culturale nel prossimo futuro. Dovunque si ascoltino i giovani, stranieri o meno si rimane esterrefatti  per la pochezza di valori e la sfiducia nel futuro. Non esistono più progetti di vita, ma solo il qui e ora con divertimento immediato, senza fatica e tantomeno sacrificio.

Il documentario racconta un interessante spaccato della periferia di Ostia e dovrebbe farci riflettere sugli sbagli compiuti fino ad oggi e su come sia possibile risollevarci dal decadimento intellettuale e valoriale in cui sono caduti anche i ragazzi completamente abbandonati dalla società.

Regia: Claudio Giovannesi – Interpreti: Alin delbaci, Masha Carbonetti, Nader Sarhan – Fotografia: Ferran Parede Rubio, Andrea Spalletti Panzieri – Montaggio Giuseppe Trepiccione – Musiche: Claudio Giovannesi e Enrico Mellozzi – Produzione: Il Labirinto – Origine: Italia – Anno: 2009.

Livia Serlupi Crescenzi

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Date/Time
Date(s) - 19/05/2010
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