Harry Potter e il Principe Mezzosangue








Non avete mai visto al cinema qualcuno dei film dedicati ad Harry Potter e non avete mai letto almeno qualcuno dei libri della saga più famosa d’America e d’Europa? Allora non capirete molto vedendo l’ultima pellicola firmata David Yates dal titolo: Harry Potter e il Principe Mezzosangue. La curiosità per queste opere ormai sulla bocca di tutti per me è arrivata quando è uscito proprio l’ultimo lungometraggio, il sesto, dedicato alle avventure di questo piccolo mago che vive nei nostri giorni. Il successo è incredibile visto che già nel primo fine settimana di proiezione della pellicola l’incasso è stato di 77,835,727 di dollari entrando nella classifica dei migliori incassi di tutti i tempi e la somma ha già eguagliato il successo dei lungometraggi dedicati a Harry Potter che lo hanno preceduto. Personalmente sono rimasta delusa però. Non solo non ho capito quasi nulla delle avventure raccontate: non si capisce cosa trovino il preside Silente e il protagonista nella grotta che ricorda uno dei gironi dell’inferno di Dante con i morti viventi che assalgono l’adolescente, come non si capisce da dove venga e dove vada il treno che all’inizio del film Harry prende insieme a Silente rinunciando a un promettente appuntamento con una brava ragazza cameriera di un bar. Non si capisce neanche a cosa serva veramente l’armadio svanitore oltre che a far scomparire e a riportare cadaveri poveri canarini innocenti. Non si capisce quale sia il fine ultimo del male. Cosa voglia veramente ottenere il signore Oscuro. Forse solo la morte di Silente? Forse semplici questioni di potere all’interno della scuola? La quantità dei nomi da ricordare per riuscire a fare collegamenti proficui per un sano intendimento dell’intreccio è enorme. Ed oltre ad accadimenti senza né capo né coda che dovrebbero illuminare la strada del protagonista, ma soprattutto quella dello spettatore verso il raggiungimento della verità, il tutto viene impastato da amori adolescenziali, di cui, per la verità, neanche gli stessi protagonisti sono consapevoli visto che, ad esempio, Hermione ama disperatamente Ron e quest’ultimo non capisce di amarla a sua volta, e pseudo effetti speciali che sinceramente non riconosco veramente interessanti.

Ho apprezzato invece la bellezza del grande castello sede, nel film, della scuola di magia Hogwarts e le sconfinate panoramiche sulla campagna scozzese.

Chiedo pertanto aiuto e conforto ad utenti adoranti le avventure di Harry Potter (e ce ne sono tanti, grandi e piccini), ma anche a chi è rimasto negativamente colpito da questa ultima opera cinematografica. Chiedo a chiunque abbia un animo sincero quindi, di darmi qualche segno significativo per cancellare la disperazione che mi ha assalito all’uscita della sala dopo la visione o anche, perché no, qualche segno da chi è d’accordo con me: posso andare presto di nuovo al cinema per vedere un’altra pellicola e dimenticare quest’esperienza?

Livia Serlupi Crescenzi

 

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Date(s) - 01/08/2009
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