Il cinema di Jane Campion


Uno sguardo al cinema di Jane Campion

 

Jane Campion nasce a Wellington, in Nuova Zelanda nel 1954 … il padre, regista teatrale, la madre, Edith Campion, scrittrice e attrice (sarà la Signorina Lindsay in “Un angelo alla mia tavola”).

Nel 1975 si laurea in antropologia e nel 1979 consegue la laurea in Belle Arti. Agli inizi degli anni Ottanta, la Campion decide di intraprendere la strada del cinema e nel 1982 realizza il suo primo cortometraggio girato all’interno di una scuola: “Peel-An Exercise in Discipline”. Nel 1984  realizza “A Girl’s Own Story”, imperniato sull’adolescenza di alcune ragazze durante gli anni ’60 a Sidney, mentre sono del 1985 due cortometraggi minori : “After Hours”  e  “Dancing Daze”. Nel 1986 la regista realizza un film per la televisione: “Due amiche” caratterizzato dal racconto a ritroso in senso cronologico.

Nel 1989 elabora il suo primo lungometraggio, “Sweetie”, la storia di una ragazza e dei suoi difficili rapporti con la sorella e i genitori; in questi anni è forte l’interesse per la fotografia di Diane Arbus accompagnato a quello per il cinema di David Lynch.

 

 

Del 1990 è “Un angelo alla mia tavola”, trasmesso in tre puntate dalla televisione australiana: il film riceve molti premi tra cui il Leone d’Argento a Venezia.

Nel 1993 viene presentato “Lezioni di piano, il quale vince la Palma d’Oro a Cannes: nella storia del Festival, la Campion è la prima donna ad ottenere questo riconoscimento. Il film avrà un grande successo e meriterà tre Oscar: per la sceneggiatura (Jane Campion),  per la migliore attrice protagonista (Holly Hunter) e per la migliore attrice non protagonista (Anna Paquin).

La critica lo allaccia immediatamente al romanzo di Emily Bronte “Cime tempestose”.

 

 

Nel 1996 viene presentato “Ritratto di signora”, tratto dal romanzo di Henry James, ma il film verrà ben valutato solo anni dopo.

Nel 1999 la Campion scrive il romanzo “Holy Smoke – Fumo sacro!”, dal quale nascerà il film omonimo; nel 2003 esce In the cut” (“Dentro”) tratto dal libro della scrittrice americana Susanna Moore.

 

Jacques Lacan (Parigi 1901-1981) diceva che delle donne non esiste l’universale ma solo il particolare: bisogna prenderle una per una.

Il linguaggio cinematografico di Jane Campion  ha un legame strettissimo con questa tesi; ogni personaggio femminile dei suoi film possiede una storia e un cammino a sé e contemporaneamente c’è un filo che li accomuna e che li fa ruotare tutti attorno alle stesse tematiche: il rapporto maschile-femminile inteso come protezione ma anche come dominio; il desiderio di indipendenza ma anche quello di sottomissione, il confine impercettibile tra follia e ragione, tra vita e morte…e tutto ciò è reso mediante un uso intensamente simbolico di primi piani, di tagli fotografici asimmetrici, di luoghi oscuri o intensamente luminosi, di dettagli studiati quasi fino a livelli maniacali ( la mosca imprigionata sotto al bicchiere o il pavimento a scacchi di “Ritratto di signora”),  ma che, nella loro bellezza, nella loro raffinatezza, arrivano direttamente a rivelare ciò che “nascondono” …

… perché il cinema di Jane Campion è un cinema estremamente raffinato e colto, dove dalle inquadrature allo studio dell’alternarsi delle luci e delle ombre, dai costumi alla fotografia e alle musiche, niente è lasciato al caso.

I personaggi femminili campioniani , come dicevamo prima, sono tutti caratterizzati da una spiccata ipersensibilità e vengono collocati in ambienti sempre in antitesi con la loro personalità; ciò che comunicano allo spettatore è un senso di rottura  e di estraneità verso il mondo esterno e verso gli altri. Ada, Kay, Janet, Isabel, esprimono questa loro “incomunicabilità” e proprio quel mondo “diverso” del quale vanno alla ricerca si rivelerà spesso la loro prigione.

Non dimentichiamo che questo tipo di personaggio così “folle” e “strano” è ciò che ritroviamo rispettivamente nella fotografia della Arbus e nel cinema di Lynch.

E adesso, attendiamo nelle sale cinematografiche italiane, l`ultima fatica della regista:

"Bright star".

 

 

 

 

                                                                                                                      Onorina Collaceto

 

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Date(s) - 12/12/2009
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