Lady Asl – regia di Massimo Ferrari








«E’ stata una mia idea – dice il regista Massimo Ferrari – ho pensato che il libro inchiesta di Alessio D’Amato sul più grande scandalo finanziario degli ultimi tempi ai danni della Sanità pubblica, doveva diventare una docufiction, per una questione di senso civico. Il linguaggio della docufiction è una commistione tra cinema e realtà, tra realtà e rappresentazione – prosegue Ferrari – dove i contributi grafici sono la punteggiatura; sono anche i punti esclamativi, per intenderci».

La video inchiesta Lady Asl si attiene agli atti processuali e al memoriale di Anna Iannuzzi, l’imprenditrice protagonista di questa inimmaginabile truffa, una estorsione di più di 80 milioni di euro che ha coinvolto la sanità regionale nel corso della giunta Storace.

Per raccontare la realtà dei fatti  senza cadere nel “poco credibile”, il regista ha utilizzato le immagini e la lettura pedissequa degli atti, senza mancare di documentare anche le inflessioni dialettali e gli errori colloquiali dei protagonisti della vicenda, con lo scopo di creare l’impatto necessario perché il documento sia anche un atto di denuncia.

Le interviste prodotte e i confronti ricostruiti con la fiction ci regalano il quadro d’insieme assolutamente chiaro su quanto successo durante gli anni 2000 – 2005 nella Sanità laziale. Lady Asl, al centro della vicenda, nel suo memoriale denuncia politici, dirigenti e impiegati senza scrupoli che sono riusciti ad architettare uno spudorato sistema di accreditamenti a cliniche inesistenti e a saccheggiare la sanità pubblica per fini privati. La donna da carnefice si trasforma anche in vittima per un lucroso giro di affari emerso poi dalle inchieste che hanno portato all’arresto di circa 100 persone tra il luglio 2005 e il dicembre 2007. Molti processi sono ancora in corso e saranno dibattuti in aula proprio in questi giorni. I condannati sono tanti, oltre all’imprenditrice, altri come Giulio Gargano, ex assessore ai trasporti della giunta Storace che ha patteggiato la pena a 4 anni e 4 mesi di reclusione o Mauro Passi, funzionario della Asl Rm B condannato a 3 anni e 3 mesi di reclusione.

Il confine labile tra lecito e illecito è di grande attualità e il libro inchiesta di Alessio D’Amato  evidenzia tutta la tragicità del fenomeno. Di sicuro interesse la scelta, appoggiata da Paese Sera.it, di rivelare i dettagli dell’inchiesta anche attraverso il genere della docufiction perché utile non solo per affrettare la presa di coscienza da parte del pubblico, ma perché si crei una memoria collettiva capace di arginare qualsiasi nuovo tentativo di comportamento immorale.

Questo genere, anche controverso, che ha avuto nella sua storia non poche difficoltà di legittimazione per la sua capacità di raccontare accuratamente la realtà attraverso la simulazione ha delle grandi potenzialità nel mondo delle nuove tecnologie, del cinema e dell’informazione moderna, ma non trova ancora produttori disposti a investire per un prodotto che non assicura un ritorno economico immediato. Di fatto, il grande sogno della fiction al servizio dell’interesse generale dovrà presupporre industrie di cultura indipendenti.

Il libro inchiesta insieme al DVD è disponibile in tutte le edicole di Roma.

 

Livia Serlupi Crescenzi

 

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Date(s) - 03/03/2010
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