Linea d’Ombra Festival Culture Giovani


Si è conclusa domenica 19 aprile la quattordicesima edizione del Linea d’Ombra Festival Culture Giovani di Salerno, con la premiazione del miglior lungometraggio, miglior cortometraggio e miglior cortometraggio italiano. Questo anno per la prima volta l’edizione è stata doppia, si sono infatti fusi armonicamente le due sezioni “Linea d’Ombra Festival di Cinema” ed il “Festival Culture Giovani di Salerno”.

Il tema di questa edizione era il caos, inteso come forza creatrice, come propulsore di nuove idee e movimenti. “Ci è sembrato naturale” spiega il direttore artistico Peppe D’Antonio “dopo aver celebrato il quarantennale del sessantotto nella passata edizione, aprire una finestra sulla rottura di un ordine, che sia esso sociale, politico, matematico, culturale o artistico, rottura che ci spaventa ma anche ci intriga. In questo caso il caos è una celebrazione della vita e non a caso i greci lo ponevano all’origine del tutto”.

I vincitori di questa edizione, caotica ed energica, sono stati Dr. Alemàn  per la sezione lungometraggi, del regista tedesco Tom Schreiber, già vincitore di numerosi premi con il suo lungometraggio d’esordio “Narren”. Dr Alemàn è una storia cruda e piena di colori, ambientata a Cali, una delle città più pericolose della Colombia, dove Marc, uno studente tedesco di medicina, ha deciso di svolgere il suo anno di tirocinio, ma l’approccio con realtà così diverse dalla sua scardineranno ogni sua certezza.

Per la sezione CortoEuropa è stato premiato Day in/Day out del regista inglese Jez Scott. Il corto è stato commissionato dallo Screen Yorkshire e dal Uk Film Council con 9000 sterline. Girato con un linguaggio fortemente documentario, il cortometraggio è ambientato in un quartiere operaio inglese e parla di Charlie, innamorato di Ania, lavoratrice polacca immigrata. Il vero problema di Charlie è l’Alzheimer del padre, un inferno che purtroppo affligge numerose famiglie ma di cui ancora si parla poco.

Ironico e ben ritmato, il corto che ha vinto il premio “miglior cortometraggio italiano”: Cronaca di un rapimento. Prodotto dal Centro Sperimentale di Cinematografia, per la regia di Guido Tortorella, racconta il rapimento della figlia di un ristoratore egiziano da parte di una sua ex dipendente: Graziana Massimucci. Nel rapimento verrà coinvolta tutta la famiglia di Graziana, compreso il figlio, aspirante regista, che realizzerà uno stravagante e compromettente video per chiedere il riscatto.

Cinemonitor era presente al festival e vuole idealmente assegnare un premio cinemonitor al miglior lungometraggio e al miglior corto a due pellicole che, nonostante la loro valenza stilistica, purtroppo non sono stati premiati, ma che avrebbero, a nostro avviso, meritato un premio, senza nulla togliere ai vincitori ufficiali.

Come miglior lungometraggio: Frankie is a Womanizer, esilarante tragicommedia del giovane regista Ceco Jan Prusinovsky (classe ’79). E’ la storia della fine del rapporto di coppia di Frankie, uno psichiatra che, per l’appunto, è un womanizer, un donnaiolo, e non riesce quindi a rimenere fedele alla compagna nonostante la ami. Interpretato egregiamente da Josef Polàsek, Frankie non può non conquistare il pubblico oltre che tutte le sue pazienti.

Come miglior cortometraggio Cinemonitor vuole premiare 2Birds, del regista islandese Rùnar Eyjòlfur Rùnarsson. Il corto affronta il tema doloroso ma attuale della violenza sulle donne e delle pessime esperienze che si possono fare in un periodo complesso e di passaggio come l’adolescenza, riuscendo a rappresentare con grande delicatezza uno dei dolori più grandi che possa capitare ad una ragazza.

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Date/Time
Date(s) - 14/04/2009 - 19/04/2009
All Day

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