Omaggio a Jean Cocteau, Casa del Cinema di Venezia


Con un décalage di qualche mese rispetto alle onorificenze francesi, anche Venezia renderà omaggio al genio poetico di Jean Cocteau (1889-1963) a cinquant’anni dalla scomparsa. Lo farà il Circuito Cinema Comunale con una personale del regista francese in programma alla Casa del Cinema dal 4 al 19 febbraio, curata dallo studioso di cinema francese Roberto Zemignan, che interviene sul numero di febbraio del magazine Circuito Cinema con un profilo critico dell’autore e con le schede dei film in programma.
La personale Jean Cocteau, poeta del cinematografo prenderà il via nella saletta di San Stae martedì 4 febbraio alle 17 con una breve presentazione di Zemignan seguita dalle proiezioni del primo film Le sang d’un poéte (1930) e dall’autoritratto La villa Santo-Sospir; in serata, dalle 20.30 in poi, quello che è considerato il suo primo grande capolavoro, La bella e la bestia, seguito dalla replica del Sang d’un poéte. A seguire, nei giorni successivi, l’intera filmografia del regista: ancora La bella e la bestia (giovedì 6 febbraio ore 17.30), L’aquila a due teste (giovedì 6 febbraio ore 20.30, martedì 11 febbraio ore 17.30), I parenti terribili (martedì 11 febbraio ore 20.30, giovedì 13 febbraio ore 17.30), Orfeo (giovedì 13 febbraio ore 20.30, mercoledì 19 febbraio ore 18.30) e infine Il testamento di Orfeo o non mi domandate perché (mercoledì 19 febbraio ore 17 e ore 20.30). Ingresso soci CinemaPiù, prenotazione sempre consigliata.

“Irriverente verso ogni forma di conformismo intellettuale, fecondo di idee e poliedrico nell’uso dei linguaggi artistici, Cocteau – scrive Roberto Zemignan – ha trovato l’unità della sua inesauribile creatività di romanziere, drammaturgo, pittore, disegnatore, sceneggiatore, librettista, nella poesia, da cui ogni sua opera è scaturita, compresa quella del cinematografo. Con Le sang d’un poète (1930/32) non è stato solo il primo poeta, nella storia del cinema, a passare dietro la macchina da presa, ma si è servito del linguaggio cinematografico per cimentarsi in un’opera complessa di autoanalisi, a partire dal proprio statuto, quello di essere poeta. Cocteau ha creduto, da subito, al potere rivelatore dell’immagine cinematografica. Al pari del sognatore, che ritiene reali gli avvenimenti irreali del sogno, secondo lui il cinema dà spessore di realtà a quello che le immagini mostrano. Esso rende dunque visibile quello che si vede con una vista diversa, quel visibile “altro” che è dato a vedere solo ad occhi chiusi e che, per questo motivo, si considera irreale. Direttamente legata allo psichismo, la macchina da presa rende dunque solido quello che ai più può sembrare, invece, informe e labile. Essa autentifica l’immaginario, dandogli lo statuto di oggetto reale, riportato da uno scavo compiuto negli abissi della psiche umana”.

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Date/Time
Date(s) - 04/02/2014 - 19/02/2014
All Day

Location
Casa del Cinema - Videoteca Pasinetti

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