Trento Film Festival, sessantesima edizione


Tre pellicole che raccontano magiche e dolorose allo stesso tempo, fatte da piccole voci o da grandi narratori. Sono i documentari veneti che saranno presenti alla 60^edizione del TrentoFilmfestival dal 26 aprile al 6 maggio. Il primo è di Elia Romanelli, regista di Venezia, Len pensieri e storie di tre artisti gardanesi (Italia, 2012). Segue l’opera di ricerca storica documentaristica del regista e autore veronese Mauro Quattrina con la La battaglia del Brennero (Italia, 2011), un film che inquadra in un’unica visione i diversi bombardamenti dalla Verona a Innsbruck avvenuti durante la Seconda Guerra mondiale. Infine, un documento toccante, raccontato da uno dei grandi narratori della montagna: Mario Rigoni Stern, La Grande Guerra sull’Altopiano di Asiago, di Mirco Melanco (di Asiago) e Federico Massa (Padova).

«Ho avuto la fortuna di nascere in montagna e per questo ho avuto un regalo in più dal creatore». Lo dice Tone Da Cudan uno dei tre artisti di montagna raccontati dal film Len pensieri e storie di tre artisti gardanesi diretto dal regista veneziano Elia Romanielli e che sarà presentato alla 60^ edizione del TrentoFilmfestival nella sezione Orizzonti vicini. Un documentario parte dalla montagna per rivelare i suoi rapporti con l’arte e che quando parla di arte suggerisce legami imprescindibili con la vita che, a loro volta, riportano alla montagna. Un rapporto dialettico, tra uomo e paesaggio, che prende ciò che la natura gli dona e lo reinventa facendone un’opera d’arte. E la stessa natura diventa artefice come l’artista. Un circolo virtuoso di rimandi accomunati dal legno, materiale predominante nella cultura e nella scultura gardenesi, un’origine profondamente condivisa. Le storie di tre artisti si intrecciano e si confrontano lungo tale percorso. Tone lo vediamo scendere un monte con un ceppo sulle spalle, poi entra in una casa laboratorio, piena di legno, disegni e attrezzi, pronto a trasformare quel pezzo in una scultura, a dargli una voce che parla di storia e tradizione. Aron, colui che scolpisce grandi tronchi per comprendere ed entrare nell’arte contemporanea. Egon, colui che ha abbandonato la scultura in vista di un percorso filosofico e che ha trovato la sua soluzione nell’iconoclastia e nell’eremitaggio.

Un documentario che mira a ricollegare i vari bombardamenti avvenuti da Verona a Innsbruck durante la Seconda Guerra Mondiale in una visione storica più ampia. E’ La battaglia del Brennero, il documentario prodotto dalla Provincia di Trento composto di interviste e immagini di vecchi reportage, costruito dall’autore e regista veronese Mauro Quattrina che verrà presentato alla 60^ edizione del TrentoFilmfestival nella sezione Orizzonti vicini. Bombardamenti che hanno portato paura e morte in tanti villaggi e città, rapide corse cercando la salvezza verso i rifugi, case distrutte e morsi della fame. Era, infatti, missione fondamentale dell’aviazione alleata contrastare le truppe tedesche e danneggiare i rifornimenti diretti verso la linea Gotica, e comunque verso il nord Italia, transitando lungo la statale e la ferrovia del Brennero. Per compierla vennero bombardati sistematicamente, ponti, ferrovie, stazioni, centrali elettriche, trasformatori. Furono così colpiti anche le città e i paesi lungo le valli dell’Isarco e dell’Adige dal Brennero fino a Verona. La vita degli abitanti di Trento, che subirono più di tutti bombardamenti, fu sconvolta. Sirene antiaeree che non funzionavano, il razionamento, le tessere, la Todt, la via nei rifugi. Tutto questo viene raccontato nel documentario attraverso le testimonianze contenute nel diario di padre Domenico di Montesover e avvalendosi di materiale cinematografico e fotografico inedito e raro, fra il quale una sequenza del bombardamento del ponte dei Vodi. Una storia mai raccontata.

Un grande uomo della montagna racconta la Grande Guerra. È Mario Rigoni Stern (Asiago, 1º novembre 1921 – Asiago, 16 giugno 2008) militare e scrittore italiano, appassionato delle montagne dell’Altopiano di Asiago, autentico appartenente alla cultura dei Cimbri. Il documentario La Grande Guerra sull’Altopiano di Asiago, attraverso la voce di Mario Rigoni Stern è rimato da Mirco Melanco (Asiago) e Federico Massa (Padova) e recupe materiale d’archivio inedito nel quale Rigoni Stern narra gli avvenimenti della Prima Guerra Mondiale accaduti sull’Altopiano. Il film sarà una delle proiezioni speciali della 60^ edizione del TrentoFilmfestival. La narrazione inizia davanti ad un focolare che nel corso dei secoli ha visto passare i grandi personaggi della storia ma anche gli umili soldati. Un luogo magico che richiama gli spiriti buoni della montagna, che nelle lunghe stagioni invernali si possono ancora udire. La prospettiva del grande scrittore è quella di raccontare la guerra vista dal basso, ovvero dalla parte di chi nelle trincee ha combattuto davvero; lo sguardo di Stern è dunque la memoria storica dei luoghi dell’Altopiano, ma soprattutto delle vicende umane che lo hanno percorso. Le sue parole trasmettono ancora oggi il grande rispetto per tutti quei segni e quei simboli disseminati nell’ambiente naturale che ricordano un tragico passato che non deve essere dimenticato.

Da giovedì 26 aprile Trento torna a essere la capitale internazionale della montagna grazie al TrentoFilmfestival, la prima rassegna cinematografica al mondo per età e importanza, dedicata alla magia delle vette. Una “ferrata” lunga undici giorni, in cui si avvicenderanno numerosi e importanti nomi della cultura, dello spettacolo e dell’alpinismo, che si concluderà domenica 6 maggio con l’assegnazione della “Genziana d’oro” e degli altri prestigiosi riconoscimenti della rassegna.

Per inaugurare la 60a edizione, due prime assolute: venerdì 27 aprile spazio alle immagini dell’impresa alla conquista del Polo Sud di Robert Falcon Scott con la pellicola The great white silence, accompagnate dal vivo dall’Elysian Quartet di Londra e dal compositore inglese Simon Fisher Turner. Sabato 28, durante la serata ufficiale d’inaugurazione del festival, sarà la musica di Richard Strauss con la sinfonia Eine Alpensymphonie a trasportare il pubblico dell’Auditorium Santa Chiara sulle vette delle Alpi. L’esecuzione sarà a cura dell’Orchestra Regionale Haydn di Bolzano e Trento e dell’Orchestra Filarmonica “Arturo Toscanini” di Parma, dirette dal Maestro Gustav Kuhn.

A festeggiare la 60esima edizione non potevano mancare i più forti rappresentanti dell’alpinismo mondiale di ieri e di oggi: saranno Hervé Barmasse, Steve House, Adam Ondra e Reinhold Messner, i protagonisti degli incontri e delle tre serate alpinistiche del TrentoFilmfestival.

In questa edizione festeggerà ventisei anni MontagnaLibri, il “festival nel festival”, lo spazio espositivo nel quale il pubblico potrà rivivere i racconti e le impressioni delle terre alte, raccontate da autori e saggisti, avvolto da un’accogliente architettura di guide, saggi, monografie e libri fotografici dell’editoria proveniente da

tutto il mondo. Tra gli attesi protagonisti degli incontri letterari di questa edizione: Erri De Luca, Mauro Corona, Margherita Hack e Maurizio Nichetti.

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Date/Time
Date(s) - 26/04/2012 - 06/05/2012
All Day

Location
Auditorium S. Chiara

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