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Specchia
Lecce
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Torna a Specchia (provincia di Lecce), dal 24 al 27 luglio, la Festa di Cinema del reale: giunto all’importante traguardo della X edizione, l’appuntamento propone quattro giorni all’insegna del cinema più spericolato, curioso e inventivo, confermandosi – più che un “semplice” festival – un’originale “festa di sguardi”che promuove le narrazioni del reale e il documentario e fa dialogare film e musica, fotografia e scrittura, cibo e arte, coinvolgendo il territorio e trasformando uno dei borghi più suggestivi d’Italia – e in particolare la “sala en plein air” allestita nella corte del Castello Risolo – in una vera Cittadella di Cinema del reale, aperta però a linguaggi sempre nuovi, dall’animazione al videoclip alle arti visive.

Tra gli autori, gli attori e i musicisti invitati: Matteo Garrone, Daniele Vicari, Costanza Quatriglio, Andrea Segre, Cecilia Mangini, Edoardo Winspeare, Pippo Mezzapesa, Alessandro Piva, Enrico Ghezzi, Hermes Mangialardo, Vinicio Capossela, Michele Riondino, Andrea Rivera, Carolina Bubbico, Dondestan e Andrea “Populous” Mangia.

«Questa è un’edizione importante – spiega il direttore artistico Paolo Pisanelli – perché la Festa di Cinema del reale festeggia dieci anni di visioni spericolate: è un traguardo per una manifestazione che ha diffuso la conoscenza di un modo di fare cinema originale e “necessario”, un traguardo che ci spinge a perseverare nel nostro lavoro di “salvataggio dalla dis-memoria” di veri capolavori cinematografici che rischiavano di cadere nell’oblio e, al tempo stesso, a continuare a puntare alle nuove leve del cinema del reale e agli sperimentatori di visioni».

Tre, come di consueto, le parole chiave: sogni, musiche e città. «Sono tre parole belle – continua Pisanelli – che rivelano alcune chiavi di lettura attraverso cui interpretare la società contemporanea. I sogni perché, nel difficile momento storico in cui viviamo, ci permettono di evadere, volare alto ed approdare a mondi altri. Le musiche perché battono il tempo delle nostre vite e ci emozionano, sono fatte della stessa materia di cui sono fatti i sogni, possono essere leggere ma allo stesso tempo farsi portavoci di istanze, dissensi e desideri di interi popoli. E le città, non solo quelle invisibili e ideali, perché ci riportano coi piedi per terra, evocano scenari di concretezza e la necessità dei propri abitanti – da Taranto a Venezia, da Roma a Bologna,da Atene a Istanbul – di “riprenderle”, di riconquistarne la dimensione umana e politica».

L’inaugurazione è affidata a un capolavoro riscoperto, firmato da un’autentica “pioniera” del documentario europeo, Cecilia Mangini, amica di lungo corso della Festa, che quest’anno presenterà Divino Amore, un film del 1963 che rivede finalmente la luce: un’opera in anticipo sui tempi che – esattamente 50 anni fa – rifiutava la presa diretta, aboliva il commento off e affidava alla musica d’avanguardia di Egisto Macchi di contestualizzare il culto dell’immagine della Madonna conservata nel Santuario alle porte di Roma. Un film invisibile, a lungo creduto perduto, offerto in prima visione assoluta al pubblico della Festa: un capolavoro duramente osteggiato – la Commissione dei Premi di Qualità dell’epoca lo bocciò, compromettendone di fatto la distribuzione – che finalmente può tornare a dialogare con le opere di altri grandi autori che si sono avvicinati al Divino Amore, dal Gadda del Pasticciaccio al Fellini de Le notti di Cabiria.

Tra i maestri a cui la Festa rende omaggio, anche Giuseppe Taffarel (1922/2012), figura tra le più originali del cinema italiano del secondo dopoguerra: partigiano in Veneto, con gli amici Emilio Vedova e Roberto Sonego, poi allievo dell’Accademia d’Arte Drammatica e sceneggiatore, coprotagonista di Achtung! Banditi! di Lizzani all’inizio degli anni Cinquanta (quando divide le spese di una casa in affitto con la giovanissima Sophia Loren e diventa amico di Gina Lollobrigida), quindi teorizzatore con Antonioni e De Seta del “nuovo cinema documentario” e autore di oltre trecento titoli (a Specchia si vedranno Fazzoletti di terra e La croce); Gianfranco Mingozzi, di cui sarà mostrato un estratto da Sulla terra del rimorso, sul mondo dei tarantati; e Giuseppe Bertolucci, con Bologna, uno degli “episodi” del progetto collettivo 12 registi per 12 città realizzato in occasione dei Mondiali di calcio di Italia 90: un piccolo film, girato a quattro mani con Bernardo Bertolucci, che merita una riscoperta, una corsa a perdifiato che trascina la macchina da presa da Piazza Maggiore per tutta la Bologna monumentale, passando come una vertigine dal gran teatro dei Carracci ai cieli di Guido Reni, dai corridoi dell’antica università alle strade del centro storico.

Ma ci sarà grande attenzione anche per il meglio della produzione italiana dell’ultima stagione, che affronta temi i più diversi: dall’emergenza ambientale di Brindisi, raccontata attraverso le vite di quattro militanti del movimento “No al Carbone” ne Il giorno che verrà di Simone Salvemini, al mosaico di storie che in God Save the Green di Alessandro Rossi e Michele Mellara fotografa la “controrivoluzione” antropologica che ovunque sta riportando uomini e donne a cercare un rapporto diretto con la terra e i suoi prodotti; da Terramatta di Costanza Quatriglio (premiato con il Nastro d’Argento 2013 come miglior documentario) sul Novecento di Vincenzo Rabito, che in una lingua inventata – né italiano né dialetto – ha raccontato da “analfabeta” un secolo di povertà e boom economico, guerra e lavoro, a Teorema Venezia di Andreas Pichler, requiem ad una città unica e irripetibile, che continua a essere il sogno di tutti i romantici del mondo ma sta diventando un luogo fantasma; non è di produzione italiana, infine, ma diretto da una regista italiana che vive a Parigi, Alessandra Celesia, anche Il libraio di Belfast, vincitore del Festival dei Popoli, che con tocco poetico racconta una città dal passato drammatico e violento attraverso gli affetti e le aspirazioni di chi la vive.

Un fil rouge musicale percorre poi tutto il programma, partendo da quello che è forse il più bel documentario dell’anno, il vincitore dell’Oscar 2013 Searching for Sugar Man di Malik Bendjelloul, sul “caso” di Sixto Rodriguez, il più insolito successo nella storia della musica: scoperto in un bar di Detroit, autore di un primo disco capolavoro “rifiutato” dal pubblico americano, che a sua insaputa diventa la colonna sonora delle lotte anti-Apartheid in Sudafrica; e poi Fedele alla linea di Germano Maccioni, un ritratto intimo di Giovanni Lindo Ferretti, persona pubblica e uomo privato, capace negli anni di disorientare fan e opinione pubblica con un pensiero libero e forte, senza sottrarsi a critiche e fraintendimenti. Un dialogo che ripercorre un intero arco esistenziale: dall’Appennino alla Mongolia, attraversando il successo, la malattia e lo sgretolarsi di un’ideologia, e infine il ritorno a casa, tra i suoi monti, per riprendere le fila di una tradizione secolare; e ancora, il trentacinquenne Alex ossessionato dal punk, protagonista di Vive le rock di Alessandro Valenti, la dimostrazione di come il rock “can save your life”.

Fin qui il presente, ma per festeggiare il suo decennale la Festa di Cinema del reale ha voluto ritrovare quest’anno alcuni amici e “compagni di strada” (da Daniele Vicari con Morto che parla, a Matteo Garrone, che dopo essere stato ospite della prima edizione della Festa, torna con Reality, a Pippo Mezzapesa, che dopo l’exploit di Sogno di una morte di mezza estate racconta di nuovo le avventure del becchino precario Pinuccio Lovero, stavolta alle prese con la politica, in Pinuccio Lovero – Yes I Can) e allo stesso tempo anticipare alcune novità della prossima stagione: su tutti, la presentazione del progetto Rebetika Crisi, con Andrea Segre e Vinicio Capossela sulla musica rebetika e la crisi in Grecia, appunti di un viaggio insieme che diventeranno presto un documentario, e Storie di Taranto di Paolo Pisanelli, incursione tra crisi, amori e follie del quotidiano all’ombra dell’Ilva (con la partecipazione di Michele Riondino, ospite d’eccezione della Festa).

Da dieci anni, inoltre, alle proiezioni si affiancano le Poetiche/Pratiche, seminari tenuti dai grandi protagonisti del cinema documentario ospiti del festival, che quest’anno diventano delle lezioni/colazioni dal ritmo serratissimo che permetterà al pubblico di confrontarsi con gli autori e gli ospiti presenti, da Cecilia Mangini a Enrico Ghezzi (in programma anche un omaggio a Blob, e le 12 ore di Rushes de l’Enfer, opera visionaria e incompiuta di Henry George Clouzot, il cui archivio è stato interamente acquisito da Fuori Orario).

NON SOLO CINEMA

Non di solo cinema vive Cinema del reale. Nella sua ricca programmazione di documentari, mostre e incontri con gli autori non mancano mostre, happening ed eventi collaterali, disseminati tra il centro storico della Cittadella e la terrazza di Castello Risolo: a cominciare dalle Taranto Rooms, un progetto espositivo “site specific” che abbraccia una pluralità di approcci, linguaggi e ricerche di sette artisti (Nico Angiuli, Alessandra Guttagliere, Patrizia Emma Scialpi, Ezia Mitolo, Francesco Giannico, Isabella Mongelli e Gianluca Marinelli) che hanno scelto la Città dei due mari come soggetto e oggetto d’indagine, lavorando sul paesaggio visivo e sonoro della città, sulla storia e la materia viva che sottende un tessuto urbano complesso e sfaccettato.

La sezione Sguardi e visioni, dedicata alle arti visive, si conferma un laboratorio creativo in grado di attrarre interventi accomunati dalla capacità di entrare in relazione con i luoghi. Un invito allo “sconfinamento”, anche fisico, nei tesori architettonici di Specchia: dai palazzi ai conventi, dai cortili alle piazze, dalla maestosità delle sale nobiliari sino alla terrazza panoramica del Castello. L’intento è mettere in connessione spazi e immagini, persone e storie sedimentate nel tempo o “in progress”, come Ubu Re Postcard, la mostra di mail art realizzata dai detenuti della casa circondariale di Borgo San Nicola di Lecce; In-fondo, intervento in itinere a cura di Maira Marzioni e Gianluca Costantini sull’archivio del Fondo Verri di Lecce; le installazioni luminose realizzate dal designer Gianfranco Conte e dal collettivo Lamp, capeggiato da Federica De Giorgi, che reinterpretano il tema della luminaria classica dando vita a nuovi usi ed utilizzi ai piani alti del Castello. Ovviamente in un festival dedicato al cinema documentario, resta alta l’attenzione verso il video e le sue declinazioni: lo dimostrano Natura morta in giallo di Carlo Michele Schirinzi, la selezione di corti di animazione a cura di Scratch! Animation Film Festival, e le Diariovisioni firmate da Enrico Carpinello, autore quest’anno del fotoracconto su La Festa di Cinema del reale, “condivise” in contemporanea nella piazza di Specchia e sui social.
Anche quest’anno tra le mostre un’installazione che testimonia l’attività dei Laboratori espressivi del Centro per la Cura e la Ricerca sui Disturbi del Comportamento Alimentare (DSM – ASL LE), Le case dei sogni dove abitarsi è, nel tempo della cura, atto dovuto. Prendere contatto con sé.

DAL TRAMONTO ALL’ALBA

La vista mozzafiato che si gode dall’alto del Castello Risolo sarà accompagnata dai “cocktail panoramici” di Donatello Cotardo, dall’aperitivo di Cucina Meridiana, un progetto di Simone Biso che mixa parole e sapori per un viaggio all’insegna della multisensorialità, e ogni sera da una performance live diversa: si esibiscono Carolina Bubbico, i Dondestan con Donato Pisanello, Angelo Urso e Lamberto Probo, e ancora l’attore-musicista Andrea Rivera e Go Dugong, nome inglese dietro cui si cela l’italianissimo Giulio Fonseca. A lui il compito di scaldare a suon di echi e delay l’atmosfera nella serata che anticipa la Festa nella Festa di Cinema del reale, il party in terrazza ormai diventato celebre per il suo saluto all’alba, quasi un “rito collettivo” per gli habituè e gli irriducibili del festival, che quest’anno potranno scatenarsi con le selezioni musicali di Andrea “Populous” Mangia e Stefano Protopapa, dj resident nella all night long di Cinema del reale.

EXTRA (inCONTEMPORANEA)

Videoarte, fotografia, installazioni audio, pittura: i linguaggi dell’arte contemporanea accomunano anche gli interventi della sezione Extra della Festa di Cinema del reale, che accoglie il gruppo Starter, attivo nel campo della pubblic art e della ricerca artistica, intesa come motore di trasformazione sociale. Il collettivo, formato da Ingrid Simon, Fernando Schiavano e Antonio De Luca, presenta un’anteprima del progetto Murga. I canti delle vie, un lavoro audio sulla memoria comune e sul patrimonio orale custodito dai venditori ambulanti, che sino un decennio fa, percorrevano in lungo e in largo le strade del Salento. Affronta un tema caro a Cinema del reale l’installazione Democratic big switch, un’opera nata dalla collaborazione tra Luca Coclite e Giuseppe De Mattia, video artist il primo, fotografo il secondo di stanza a Bologna. Nell’installazione video, gli autori riflettono sull’uso degli archivi digitali collettivi, come Ebay e Youtube, e sulle reazioni comportamentali che questi strumenti innescano nella fruizione. Fedele al tema delle città, Michele Cera presenta invece Bari Southern coast, un lavoro fotografico di ricerca sul paesaggio e sulla dimensione pubblica e privata degli spazi per la curatela di Valentina Isceri. Occorre invece raggiungere il civico 41 di via Matteotti per visitare Rifugio, mostra di pittura di Agnese Skujina. In anteprima, La quadratura del cerchio, retrospettiva su Elena Guaccero che nel mese di agosto si terrà presso palazzo Comi a Gagliano del Capo (Lecce).

Credits
La Festa di Cinema del reale – Festival del Cinema documentario, è ideata e organizzata da Big Sur, Associazione Cinema del reale e OfficinaVisioni, con la direzione artistica di Paolo Pisanelli, e cofinanziata da Unione Europea (Iniziativa cofinanziata con fondi P.O. FESR Puglia 2007-2013 Asse IV – Linea d’intervento 4.3), Regione Puglia (Assessorato al Mediterraneo Settore Attività Culturali) e Fondazione Apulia Film Commission, con il sostegno del Comune di Specchia e con il patrocinio della Provincia di Lecce.

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