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I doni della vita
Némirovsky Irène



Pierre Hardelot, erede delle omonime cartiere, ha una fidanzata rosea e grassoccia che la famiglia ha scelto per lui, ma è innamorato di un`altra: una che non gli consentiranno mai di sposare, perché appartiene alla piccola borghesia, e non ha dote. Eppure, alla vigilia del matrimonio, Pierre decide di infrangere quella invisibile ma solida barriera "fatta di buon sangue, di carni robuste e sane e di risparmi investiti in titoli di Stato, una barriera destinata a proteggere per sempre i giovani dalle insidie della sorte e dalle loro stesse passioni", e la legge non scritta per la quale di generazione in generazione accoppiamenti giudiziosi stringono sempre di più i legami tra le poche famiglie che contano della ricca borghesia di provincia - e sposa la donna che ama. Comincia così il romanzo di Irène Némirovsky: trenta capitoli in cui, attraverso la storia degli Hardelot, si percorrono trent`anni di storia francese, da quelli che precedettero la prima guerra mondiale a quelli che vedono (nel momento stesso in cui Irène racconta gli eventi mentre stanno accadendo) l`occupazione della Francia da parte dei tedeschi.


Casa editrice: Adelphi
Anno di pubblicazione: 2009
TAG amore dote famiglia borghesia occupazione francia tedeschi
Il labirinto delle passioni perdute
Bugaro Romolo



Quando un mattino Eliane, Carlo, Marco ed Enrico si incontrano sui gradini del liceo, le loro vite sono già destinate a intrecciarsi secondo le coreografie dell`alta borghesia milanese: matrimoni sfarzosi, vacanze in villa, feste con centinaia d`invitati, intrighi nei club più esclusivi. Eliane infatti sposa Enrico, figlio di un ricchissimo industriale, mentre a Marco e a Carlo toccano in sorte esistenze tangenziali alla loro, con mogli e figli da mantenere e al contempo da sfuggire, il lavoro e lo sport come quotidiani alibi. Finché, all`improvviso, tutti gli equilibri si rompono. Per Eliane ed Enrico è il crack finanziario dell`azienda di famiglia, capace di travolgere una folla di piccoli risparmiatori, come più volte accaduto nei recenti scandali economici italiani. Per Carlo e Marco è la resa dei conti di relazioni tenute in piedi dall`abitudine e dall`ipocrisia. Attorno a loro si muove un paese intero preso negli stessi drammi: la cronaca rigurgita scandali e il panorama delle relazioni umane si fa sempre più desolato. La società borghese esplode, la notte si popola di trentenni e quarantenni che non hanno alcuna idea di come gestire la propria vita ed Eliane, Enrico, Marco e Carlo, navigando a vista attraverso questa umanità smarrita, devono affrontare esperienze mai provate in ritardo di vent`anni - la paura, la gratitudine, la colpa, l`amore.


Casa editrice: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2007
TAG ragazzi alta borghesia milanese amicizia crack finanziario drammatico
Il museo dell`innocenza
Pamuk Orhan



Entrato in un negozio per comprare una borsa alla fidanzata, Kemal Basmaci, trentenne rampollo di una famiglia altolocata di Istanbul, si imbatte in una commessa di straordinaria bellezza: la diciottenne Füsun, sua lontana cugina. Fra i due ha ben presto inizio un rapporto anche eroticamente molto intenso, che travalica le leggi morali della Turchia degli anni Settanta. Kemal tuttavia non si decide a lasciare Sibel, la fidanzata: per quanto di mentalità aperta e moderna, in lui sono comunque molto radicati i valori tradizionali (e anche un certo opportunismo); vuole la moglie ricca e la bella amante povera, il matrimonio e l`amour fou, i party a base di champagne (importato clandestinamente) della Istanbul bene e la seducente atmosfera di una stanza in un appartamento disabitato. Così si fidanza, con un sontuoso ricevimento all`Hilton. E perde tutto: sconvolta dal suo comportamento, Füsun scompare, mentre Kemal, preda di una passione che non gli dà tregua e mosso da una struggente nostalgia, trascura gli affari, si ritrae sempre più dal suo ambiente e alla fine scioglie il fidanzamento.
Quando, dopo atroci patimenti, i due amanti si ritrovano, nella vita di Füsun tutto è cambiato. Kemal però non si dà per vinto. In assoluta castità, continua a frequentarla per otto lunghi anni, durante i quali via via raccoglie un`infinità di oggetti che la riguardano: cagnolini di porcellana, apriscatole, righelli, orecchini, mozziconi di sigarette, ditali, saliere, mutandine, grattugie per mele cotogne... Poterli guardare, assaggiare, toccare, annusare, è spesso la sua unica fonte di conforto. E quando la sua esistenza subisce una nuova dolorosa svolta, quegli stessi oggetti confluiranno nel Museo dell`innocenza, destinato a rendere testimonianza del suo amore per Füsun nei secoli futuri.
La storia di una incontenibile passione, ma allo stesso tempo uno sguardo ora severo, ora ironico, ma certamente non privo di profondo affetto sulla Istanbul di quegli anni e sulla sua contraddittoria borghesia, sempre scissa, allora come oggi, fra tradizione e modernità, fra Oriente e Occidente.

Narratore elegante e sottile, Orhan Pamuk torna a raccontare la Turchia e Istanbul, la sua amata città, attraverso le storie, le vite e gli amori dei suoi abitanti, perennemente sospesi tra Oriente e Occidente, tra impellente modernità e stringente tradizione. In questo romanzo, il primo dopo il premio Nobel per la Letteratura ricevuto nel 2006, l’autore indaga nelle profondità dell’animo umano con l’abilità dello scrittore di qualità, portando allo scoperto passioni inconfessabili, irrinunciabili e al contempo irraggiungibili. Il racconto prende il via nei primi anni Settanta, nel pomeriggio di un bel lunedì di maggio, rischiarato dal “cielo tipico delle giornate di primavera a Istanbul”. È in questa cornice che il protagonista, Kemal, scopre il significato più vero della parola felicità, tra le braccia della donna amata, la diciottenne Füsun, lontana cugina. Tra i due si accende una passione al primo incontro dopo molti anni di lontananza, una folgorazione che li travolge e li trascina in un rapporto che si alimenta di un erotismo intenso e coinvolgente. La passione non si spegne nemmeno di fronte ai sensi di colpa, alle convenzioni sociali e ai doveri familiari che attanagliano Kemal: è infatti fidanzato con Sibel, ragazza giovane, elegante e di buona famiglia, per di più colta (“Ha studiato alla Sorbona”, ama ripetere il padre di Kemal). È la fidanzata ideale per uno come lui, anche se “la belva del desiderio ribelle lo divora”, il miraggio di avere l’una e l’altra lo seduce, l’idea di perdere la fidanzata “approdo sicuro” economicamente e socialmente lo spaventa e la prospettiva di una vita senza l’amante gli procura una sofferenza non solo emotiva ma anche fisica. Nel racconto di questo rovello interiore e nella descrizione dell’anatomia della sofferenza amorosa si concentra e si ammira l’abilità del narratore Pamuk, che affonda a piene mani nel labirinto delle emozioni e dei desideri di una vita. Sullo sfondo di questo intreccio di sensazioni si snodano le tappe della tormentata esistenza di Kemal: il fidanzamento ufficiale con Sibel, la rottura del loro rapporto, il casto riavvicinamento a Füsun e l’entrata nella nuova vita che lei ha saputo crearsi. E poi l’amore per il cinema, l’impegno come produttore cinematografico, i viaggi per il mondo e infine, sconvolgente e certo insospettabile anche per il lettore più smaliziato, una rivelazione, che avrà il potere di trasformare il sogno in realtà e la realtà in un sogno. Felicità è stare accanto alla persona che si ama recitano i pensieri del protagonista e lo stesso autore, Orhan Pamuk si materializza nelle pagine finali di questo romanzo per aiutarlo a raggiungere il suo obiettivo, in un onirico passaggio di consegne, da cui nascerà, un Museo dell’innocenza, monito perpetuo all’amore, che travalica i confini del libro per raggiungere direttamente il cuore dei lettori. Narratore vibrante e appassionato, Orhan Pamuk, tratteggia con maestria la storia di un’anima sullo sfondo della Turchia degli ultimi trent’anni, regalandoci un romanzo di grande impatto emotivo, malinconico e travolgente, che farà riscoprire il sottile piacere della lettura. da Ibs

Casa editrice: Einaudi
Anno di pubblicazione: 2009
TAG amore opportunismo sensualità arrivismo passione dolore ricerca cambiamento donna turchia borghesia contraddisioni
La bicicletta
Loy Rosetta



Una grande casa di campagna, una famiglia, la storia d`una generazione, la rete sottile dei sentimenti... Tutto quello che poteva essere e non è stato.
"... La vita d`una famiglia dell`alta borghesia, in Italia, negli anni della guerra e del dopoguerra. Tema essenziale del racconto è l`adolescenza. Avvertiamo il rapido ritmo del tempo, il rimescolio confuso delle ore e delle stagioni. Ma i personaggi appaiono, alla fine e dopo molti anni, stranamente identici al momento iniziale in cui li abbiamo incontrati. Su questi tratti suggellati nell`adolescenza, le offese della vita del tempo appaiono più visibili, più strane e più dolorose... I personaggi guardano la realtà come dall`alto d`una finestra o d`una terrazza. Non riescono ad afferrarne che gli echi e i lampi. Sensazioni e ricordi rimbalzano dall`uno all`altro, e tutto il racconto è come un sommesso bisbiglio corale dove si alza a tratti una voce più acuta, una più impaziente e ansiosa interrogazione e ricerca di libertà".
 


Casa editrice: Einaudi
Anno di pubblicazione: 1974
TAG famiglia campagna sentimenti borghesia adolescenza
L’Adalgisa
Gadda Carlo Emilio



La Milano d`inizio secolo, la borghesia grande e piccola e i ceti popolari si animano nell`"Adalgisa" in un affresco di irresistibile comicità.
Uno spirito corrosivo in grado di cogliere e colpire le ipocrisie, le fisime e le borie di una società in crisi, l`incastro di generazioni e classi sociali, i personaggi ritratti con affetto e perfidia, il gusto del ricordo e della reminiscenza famigliare, le straordinarie capacità mimetiche della lingua gaddiana (che esplodono anche nelle note di impianto saggistico): sono queste le qualità che fanno dei "disegni milanesi" raccolti nell`"Adalgisa" uno dei capolavori della letteratura italiana del Novecento.
 


Casa editrice: Einaudi
Anno di pubblicazione: 1955
TAG milano borghesia generazioni classi sociali comicità
Maledetti froci & maledette lesbiche. Libro bianco (ma non troppo) sulle aggressioni omofobe in Ital
Chiulli Maura



I gay danno fastidio: perché si mostrano in Tv senza più pudore, perché non vogliono sentirsi una categoria "discriminata e speciale", perché spesso hanno molto da dire sulle libertà e i diritti di tutti. E nel contempo, non c`è alcun dubbio che negli ultimi due anni in Italia si sono moltiplicati e accresciuti i casi di intimidazioni, insulti, persino selvaggi pestaggi contro omosessuali. Estemporanee o premeditate, spesso compiute da vere e proprie squadracce, queste azioni sono il sintomo di una cupa e rancorosa rabbia verso le libertà e i diritti che faticosamente si stanno facendo largo nella società civile. Il braccio armato di questa forza oscura sono giovani sottoproletari sbandati, neofascisti a piede libero con precedenti, ultra e cafoni da stadio. Ma il mandante è una borghesia retriva e reazionaria, né di destra né di sinistra, la cui occhiuta complicità garantisce un humus di complicità e approvazione. Chi ha in odio la diversità e il vento di cambiamento sociale, nel contempo, minimizza e insabbia, tanto che sono pochissimi i casi che vengono veramente denunciati o emergono sui media. Come dimostra questo libro, la strada verso una società aperta è ancora lunga e tortuosa. Ma ormai non è più possibile chiuderla e fare finta di niente...


Casa editrice: Aliberti Castelvecchi
Anno di pubblicazione: 2010
TAG gay diritti aggressioni complicità borghesia
Padre dei nomi
Teobaldi Paolo



"Il padre dei nomi" fa pensare a certe ville signorili che s`incontrano sulle colline toscane o marchigiane, edificate naturalmente sul versante migliore della valle: quello solatio. Eugenio Benedetti è un uomo fuori dal comune: infatti ha quattro genitori (uno meglio dell`altro), una moglie splendida e innamorata, tre-quattro figli; e di conseguenza non sa neanche cosa siano i sensi di colpa. La sua doppia educazione, borghese e proletaria, e una straordinaria sensibilità linguistica lo portano quasi naturalmente a lavorare come copywriter free-lance a Milano, dove si specializza nella nominazione di nuovi prodotti. Battezzando (per conto terzi) e fatturando (`pro domo sua`), il protagonista attraversa felicemente il lungo arco di tempo compreso tra la fine della seconda guerra mondiale e le prime avvisaglie della `new` e della `net-economy`. Un lungo piacevole sogno, interrotto solo dalla nube di Cernobyl: un incubo da cui lo salverà solo Dante... Una favola ambientata in un Paese produttivo e ottimista, di sapore `olivettiano`: con alcune città e piazze d`Italia (due in particolare... ) descritte con tale amorosa minuzia da diventare metafisiche. Teobaldi ci regala col "Padre dei nomi" una musica dolce ma tutt`altro che ingenua: un `pianissimo` dissonante con le fanfare di guerra: ma di cui forse, per lo stesso motivo, si avverte oggi un grande bisogno.
 


Casa editrice: E/O
Anno di pubblicazione: 2002
TAG educazione borghesia famiglia donna moglie amore genitori
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