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El negro e io
Westerman Frank



Nel 1983 Frank Westerman, visitando un museo in un piccolo villaggio spagnolo, scopre in una bacheca di vetro un singolare pezzo d`esposizione: il corpo imbalsamato di un africano senza nome. "El Negro" per i locali: ma chi era quest`uomo? E chi ha impagliato il suo corpo, a quale scopo? Vent`anni dopo, Westerman intraprende un viaggio dai Pirenei a Parigi, dalla Sierra Leone al Sudafrica, tentando di restituire a El Negro un`identità, e lanciandosi in prima persona in una ricerca che interroga la sua stessa identità di europeo. Ricostruendo le sue vicende, dall`arrivo in nave come trofeo colonialista all`inizio del XIX secolo alla sua scomoda presenza durante le Olimpiadi del 1992 a Barcellona, El Negro rispecchia impietosamente lo sguardo dell`Europa sul resto del mondo: "il modo in cui l`abbiamo guardato e lo guardiamo tradisce il nostro pensiero su razza e identità". E le tracce di questa immaginaria superiorità europea si trovano tanto nei passati orrori dell`età coloniale quanto nelle odierne ipocrisie degli aiuti allo sviluppo, che l`autore osserva dall`interno con disillusione. Un`indagine "in soggettiva" che intreccia storia, reportage e autobiografia: tra precisione documentaria e passione per il raccontare, mettendosi sempre in gioco e in discussione, Westerman ci trascina in un confronto problematico con "l`altro".


Casa editrice: Iperborea
Anno di pubblicazione: 2009
TAG museo ritrovamento identità europa africa barcellona ricerca scoperta
Fitzgerald Zelda
Lasciami l`ultimo valzer



"Lasciami l`ultimo valzer" è l`unico romanzo che Zelda Fitzgerald abbia mai scritto. Ambientato tra l`Alabama, New York, la Francia e l`Italia, è la storia di Alabama Beggs, bella e anticonvenzionale fanciulla del Sud che sposa un artista, viaggia con lui in Europa e conduce una vita relativamente infelice, cercando di mettere alla prova i suoi tormentati talenti artistici. In gran parte dolorosamente autobiografico, il romanzo di Zelda racchiude episodi della sua vita coniugale, tanti dei quali andranno a costituire la materia di "Tenera è la notte" di Francis Scott Fitzgerald.

Curiosità: questo è l`unico romanzo di Zelda Fitzgerald, moglie del grande Francis Scott Fitzgerald.

Casa editrice: Bollati Boringhieri
Anno di pubblicazione: 2009
TAG fanciulla alabama europa viaggi marito infelicità autobiografia
Il morto nel bunker. Inchiesta su mio padre
Pollack Martin



La tematica sovranazionale è al centro del recente libro di Pollack, Il morto nel bunker. Rapporto su mio padre. In questo libro Pollack ricerca la storia di suo padre e della sua famiglia nella regione di confine della bassa Stiria, la storica marca Craina. Pollack descrive un humus di sentimenti nazionaltedeschi, particolarmente suscettibile a nazionalismo e Nazismo in chiaro contrasto con il retaggio culturale mitteleuropeo. Pollack si assume lo scomodo e doloroso compito di mettere a nudo il passato della sua famiglia. Il libro di Pollack, raccontato in modo obiettivo e spassionato, si puó anche considerare un romanzo di formazione: ció che si cristallizza in risposta alle domande del figlio non è la sovranitá della conoscenza della verità ma la sua disillusione.


Casa editrice: Bollati Boringhieri
Anno di pubblicazione: 2007
TAG indagine padre nazismo nazionalismo mitteleuropa verità disillusione
La fortuna dei Meijer
Lewinsky Charles



Nell`Ottocento gli ebrei svizzeri erano confinati in due villaggi. Uno di questi è Endingen, dove vivono felicemente il probo commerciante di bestiame Salomon Meijer e la sua famiglia. Una sera del 1871 alla loro porta si presenta un lontano cugino che afferma di essere stato ferito nella battaglia di Sedan e di volersi stabilire dai suoi unici parenti. Nessuno in quella pacifica casa intuisce quanti cambiamenti porterà quell`estraneo nelle loro esistenze. Perché Janki, così si chiama il giovane, è sì un po` sbruffone, ma ha anche il fiuto degli affari e molto spirito di iniziativa, e quindi nel giro di pochi anni non solo avrà sposato una delle ragazze di casa ma sarà il padrone di un fiorente negozio di stoffe francesi a Baden, la città più vicina. Dopo questo primo sommovimento, seguiremo i membri della famiglia Meijer per oltre settant`anni e quattro generazioni, li vedremo schierarsi nel 1893 contro il primo referendum, vagamente antisemita, della Confederazione, prendere, per opportunismo, decisioni che gettano nell`angoscia tutta la stirpe, e, d`altro canto, pagare a caro prezzo scelte coraggiose e coerenti, capiremo perché un battesimo può impedire l`amore fra due giovani e come sia possibile che, quando il mondo ebraico in tutta Europa verrà scompaginato, un medico omosessuale non più giovanissimo possa trovare del tutto inaspettatamente moglie e due figli.


Casa editrice: Einaudi
Anno di pubblicazione: 2008
TAG ebrei saga storia 1893 1945 europa stoffe francesi
Straniera
Visconti Helene



All’inizio degli anni Trenta una famiglia lascia per sempre la Spagna. La situazione politica è instabile, il futuro ha troppo ombre, e spostarsi in Algeria vuol dire iniziare una nuova vita che si spera tranquilla, mentre l’Europa si incendia di violenza e follia.
Sulla costa del Mediterraneo, in un villaggio costruito sulle rovine di una città romana, cresce una bambina straordinaria, Hélène, una bambina diversa da qualsiasi altra. Fin da piccola deve sentirsi adulta, aiutare in casa, seguire i discorsi dei grandi, in lingue diverse e meticce che lei apprende col cuore e con l’istinto. Allo stesso tempo ha già un temperamento fiero e critico, indipendente e volitivo, ma è anche sognante e fantasiosa, capace di immaginare la libertà infinita delle nuvole e di perdersi e ritrovarsi nel blu profondo del mare, quel mare che per lei sarà sempre il segno e il simbolo di un destino comune a tanti uomini e donne.
Mentre accudisce i fratelli, sistema la casa o porta tra le famiglie come una staffetta l’unica copia del giornale che arriva nel villaggio, Hélène scopre la meraviglia e il mistero di una società al tempo stesso africana, araba, europea. Osserva ammaliata il panettiere, spia di nascosto il maniscalco che ferra i cavalli, guarda rapita il giovane operaio Khaled che lavora con il padre, trasportando a piedi nudi sabbia e ghiaia, capace di stendere e ricomporre il turbante con gesti perfetti. Sono gli anni in cui ogni giorno porta un’emozione, una promessa, in cui la povertà e la modestia del vivere quotidiano vengono riscattate dall’incanto della natura e dei rapporti umani.
Ma dall’altra parte del Mediterraneo le notizie infrangono ogni velo, e irrompe una differente realtà: la voce dell’unica radio annuncia l’avvento delle dittature in Germania, in Spagna, in Italia e in Russia, e poi la corsa verso la guerra, infine il baratro, i morti a migliaia, i massacri, le atrocità, la bomba atomica. Fin quando, anche in Algeria, un’epoca è al tramonto, e quello che sembrava un idillio giunge al termine. «La valigia o la bara» è il messaggio che arriva agli stranieri e agli ebrei dal nascente movimento di liberazione nazionale. Bisogna partire di nuovo, cercare una nuova patria.
La famiglia si sposta in Marocco, in un campo profughi. Hélène inizia a lavorare ma non vuole legarsi a questo nuovo paese, intuisce i segni che promettono una situazione analoga a quella vissuta in Algeria. Il padre e la madre non vedono ciò lei che vede, non avvertono l’impossibilità di un futuro, e Hélène non ha scelta. In Spagna non può tornare, rimane solo la Francia. Ha diciotto anni e ha deciso: andrà a Parigi.
Inizia nella capitale francese la nuova vita di una eterna Straniera, tra clandestinità, problemi di cittadinanza, la scoperta di un mondo frenetico, nuovo, il cinema, la moda, la cruda necessità di trovare i soldi per mangiare. E infine lo sconcertante ritorno in Spagna e la scoperta dell’Italia…
Una storia vera che attraversa i decenni per diventare uno straordinario racconto dell’oggi, dell’accanimento politico, identitario e religioso, del destino di quegli individui che si muovono tra le nazioni senza un passaporto, senza un lavoro, sempre in bilico. Una scoperta della vita nel confronto diretto e quotidiano con la sopravvivenza, con la consapevolezza, con la necessità di comprendere sempre cosa sta accadendo, anche quando nulla viene detto e spiegato. Perché nella comprensione e nel confronto nasce la libertà, quella fiera e assoluta di chi la Storia ha reso per sempre una straniera.
Hélène, Elena, spagnola, algerina, francese, italiana, senza patria, senza nazionalità.
Bambina in un villaggio affacciato sul Mediterraneo, ragazza nei campi profughi del Marocco, tra minacce di morte, tragedie insostenibili, gioie e intense fortune. Poi a Parigi, Barcellona, Milano.

Hélène è una donna che ha alle spalle una vicenda epocale, una vita trascorsa percorrendo confini e culture, costumi e linguaggi, vedendo scorrere davanti a sé il ventesimo secolo, la dittatura franchista, l’indipendenza algerina, il conflitto mondiale, il dopoguerra, fino al mondo del cinema e della moda.
La sua è una storia vera, il romanzo di una vita, accompagnato da fotografie e narrato con una scrittura intensa, un italiano in cui si percepiscono altre lingue, altre esistenze, altre realtà. Quelle che vediamo e sentiamo di nuovo, ancora in viaggio, in Europa e nel mondo.
«Sono straniera nel mio paese, nella mia terra, nelle mie origini, e lo sarò dappertutto e per sempre. Non ho più nulla da perdere. Mi hanno rubato tutto».
 


Casa editrice: Neri Pozza
Anno di pubblicazione: 2003
TAG Europa follia violenza famiglia profughi viaggi sofferenza
Young Europe
Vicino Matteo



È l`inizio di una nuova razza. Perché è meglio. Perché non è importante amare. È importante non soffrire. È imperativo eliminare gli effetti collaterali. Tutto escludendo ogni informazione. Josephine è oltre il pensare. Lei e gli altri devotamente ignorano. Ha saltato tutte le generazioni. Questa è la vera novità. Saltano anche la propria. Non conosce i Queen, ma nemmeno i Radiohead. Kurt Cobain è un`ombra e i Beatles un nome che ha sentito ma che non associa a nulla. Nulla. La Francia è la più grande democrazia del mondo perché l`ha detto qualcuno. Il 1968 è l`anno prima del 1969, Jean Lue Godard e Michel Gondry sono solo due nomi, forse due patrioti della rivoluzione francese. Josephine è con gli altri. Ognuno su una scialuppa, da soli, mentre la barca si allontana, e li lascia in mare aperto. Avenue du 8 mai 1945, numero 25. Millenovecentoquarantacinque. Il giorno dell`inizio di una guerra. 0 della sua fine. 0 della morte di qualcuno. Non Napoleone, quello è più vecchio. No. Sì, è più vecchio. Basterebbe chiedere a tuo nonno, Josephine. È ancora vivo, lui saprebbe. Parlare con il nonno, parlare veramente. Farsi raccontare la guerra. Parlare con qualcuno. Aprire un libro. Sognare qualcosa. No, niente. Napoleone, 1945. Napoleone è morto, i nazisti l`hanno esiliato. Poi gli hanno sparato. Ascoltava i Radiohead mentre lo portavano via all`Isola d`Elba, sul fiume. "Young Europe" è una storia che ferisce in profondità. Scioccante, ironica.


Casa editrice: Aliberti
Anno di pubblicazione: 2010
TAG ironia europa francia napoleone storia
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